t) Tra i miei miti non figurano nè Rambo, nè Rocky, nè Jim Morrison, nè tantomeno Biagio Antonacci. Però anch'io vorrei essere come lui (per fare la bella vita, non per altro).
u) Quando parlo e voglio sembrare una persona colta, tento sempre di fare delle citazioni, "ma non me ne viene mai una che sia completa e pertinente al discorso che si stava tenendo"(cit.); e allora me le invento.
v) Ho una memoria che sembra una groviera piena di buchi, solo che manca il formaggio (quello, a giudicare dall'odore, dovrebbe essere nella zona dei piedi).
w) Sono indeciso da che parte stare: un personaggio è identificabile col suo autore (quindi, se muore il secondo, il primo chiude bottega) o deve vivere di vita propria (cosa preferibile, ma che comporta rischi di snaturazione del personaggio)? Quasi quasi faccio una prova: adesso muoio, vedo se qualcuno prosegue il mio blog e, se questo accade, vedo se me lo snatura o rispetta gli impliciti "paletti" che ho posto.
x) Non so dove cavolo mettere il librone di Watchmen. Non c'entra da nessuna parte. Ma porca Planeta..io sono uno dei pochi che non si lamenta delle traduzioni e della qualità di stampa, che ti costa contraccambiare scegliendo dei formati comodi e trasportabili?
y) Le critiche che vengono rivolte al fumetto Martin Mystère sono fra le più costruttive nel panorama dei comics italiani odierni: 1-chiudetelo, non ha più nulla da dire; 2-le storie non sono più come quelle di una volta, chiudetelo; 3-è noioso e logorroico, forse è meglio chiuderlo; 4-i disegnatori sono pietosi; 5-a me piacevano le storie vecchie, quelle sì che erano belle; 6-mi sembra che le vendite siano bassine e che la bimestralità non abbia portato ad un aumento, anche se è l'autore a dirlo, però io non lo leggo da quindic'anni quindi non posso confermare, però non mi sembra che il BVZM navighi in buone acque.
z) Quando la depressione comincia a svanire, ricomincio a parlare di fumetti e divento monotono, petulante e presuntuoso come ogni nerd che si rispetti.
p.s.: finisce la Trilogia dell'Update, come verrà ricordata nelle bibliografie che si occuperanno delle mie opere; gli studenti che dovranno imparare queste cose non si preoccupino: mi sto già annoiando io, perciò avete la mia comprensione.
j) Ho una cervicale pazzesca, con tutte le ossa fuori posizione, e non ho neppure 22 anni.
k) Ho mal di denti, e lo curo con i chewing-gum. E non ho neppure 22 anni.
l) Non possiedo una bicicletta e non ne inforco una da secoli. E non ho neppure 22 anni.
m) Non ho mai visto "Arancia meccanica", e ho già 22 anni.
n) Sono troppo vecchio per certe cose.
o) Sono troppo giovane per altre.
p) Di fronte a casa mia c'è un cantiere che non rispetta i requisiti di sicurezza, si è impadronito della strada e l'ha trasformata nel deserto di Sonora, e tutti i giorni alle 5:00 a.m. attacca con BZZZZ, TRRRRR, TRUTRUTRUTRUTRUMP, NEEEEEEE, WRROAAMM, SBUBANGG, FRUIIIPP, SPACC, GULP e CIACIACIA'. E va avanti così fino alle 17:00 p.m. ca. E il brutto è che nessuno ha il coraggio di dire niente. Siamo figli dell'omertà.
q) Per qualche strano motivo, negli ultimi tempi studio meno del solito (ossia non studio proprio, visto il solito)
r) Sai che c'è, non me ne frega niente, di te e di me, e di tutta l'altra gente, siamo bambini, un gioco da bambini e poi. Fino a poco fa ero convinto che la canzone facesse proprio così. E invece no. Ma sai che c'è, non me ne frega niente. (ecc.)
a) La depressione va e viene. Oggi è venuta, abbiamo riletto insieme "Il tornado di Valle Scuro-Passo" del Tiz. Lo rileggiamo sempre, in queste occasioni, perchè ci ritroviamo in esso (anche se non siamo alcolizzati, nè ai livelli del mimetico protagonista). Come sempre, una volta terminata la rilettura, se n'è andata.
b) Il mondo così com'è, secondo me, non va. Bisognerebbe smembrare la Libia e redistribuire il terreno alla gente che ha fame. Così, almeno, cancelliamo p.zza Craxi, la cui esistenza fatico a concepire.
c) Piove, governo ladro.
d) Ma pure col sole, eh.
e) Voglio sfondare nel mondo del fumetto con un'idea innovativa ed essere ammirato da tutti gli autori che hanno un blog (che sono quelli che contano di più).
f) Voglio scrivere un libro che venga adottato nel canone scolastico e voglio che la mia vita venga studiata a scuola, come quella del Petrarca (cioè, forse voi non sapete quanto fosse nuibbo quest'uomo..a 'sto punto, ho buone chances).
g) Voglio scrivere un telefilm fighissimo, nerdissimo, ricco di sentimento e azione, che sia apprezzato dagli over-50 (che sono dei noti rimbambiti) e dagli under-20 (che lo sono ancor di più), e voglio che la continuity sia fatta da Dio. Come attori ci voglio Lance Reddick, Terry O'Quinn, Michael Emerson, Ricky Memphis&Giorgio Tirabassi, William Shatner, Richard Dean Anderson, Robert Downey Jr., Scarlett Johannson, Penelope Cruz e, soprattuto, Clive Owen e Gianni Ferreri (che secondo me sanno fare tutto); il tutto in una struttura narrativa suddivisa fra flashback, flashforward, narrazioni al contrario, stacchi - ma senza farlo capire allo spettatore, il quale, invece, deve cogliere una storia la più lineare possibile.
h) Voglio andare in Centro-America, e non contagiarmi con qualche malattia strana.
i) Io voglio, voglio..e mi sa che manco mi laureo.
Io son sicuro che per ogni goccia per ogni goccia che cadrà un nuovo fiore nascerà, e su quel fiore una farfalla volerà.
Quando piove, l'unica cosa di cui sono sicuro è che mi bagnerò (la mia unica fonte di riparo sono gli ombrellini comprati a cifre astronomiche dagli ambulanti della Stazione Centrale, sapete, quelli che si rompono alla prima apertura, così che ogni volta che li aprite in seguito hanno una stanga di metallo sghemba, e la gente vi guarda e pensa "ma guarda che pezzente, non ha nemmeno i soldi per comprarsi un ombrello vero"). I fiori, tralasciando il fatto che io vivo in città (in un paesello troppo cresciuto che, però, s'atteggia a grande metropoli) e che di fiori non ve n'è che il ricordo, ma bisogna smentire alcuni luoghi comuni. Primo: farfalle posarsi sui fiori io non ne ho mai viste, se non quando guardavo "L'ape Maia" (ma anche lì io preferivo gli episodi in cui andavano in paese col topolino con gli occhiali, piuttosto che le puntate rurali); secondo: i fiori non è vero che profumano. Chi l'ha detto? Io non ho mai sentito un fiore profumare. Io quando vado nei campi (lontani dal paese-città) sento solo odore di letame. E' pur vero che io ho i tappi di sughero nelle narici e quindi ho pressochè perduto il senso dell'olfatto, ma, oh, l'odore del letame lo sento sempre. E non è che mi piaccia, sia chiaro. Terzo: non è vero che ad ogni goccia nasce un fiore. Non è che ogni volta che diluvia spuntano prati di margherite o di tulipani sulle strade..sè, allora qui da me, che ha diluviato fino a metà luglio, dovrebbe esserci una giungla...ma va'! ma dove vivi, Don Bachi?
Io son sicuro che in questa grande immensità qualcuno pensa un poco a me e non mi scorderà.
Eh, beato te. Io ho la certezza (e dico certezza Matematica, non un "sentore"..proprio Matematica, ho fatto i calcoli) che morirò solo. E molto presto, per giunta. Quindi, se a te c'è qualcuno che ti pensa (che poi, sarà davvero così? Forse ti pensa solo Carlo Conti quando ti invita a "50 canzonissime" o quei programmi lì), tieniti stretto questo qualcuno.
Sì, io lo so tutta la vita sempre solo non sarò, un giorno troverò un po' d'amore anche per me per me che sono nullità nell'immensità. . . . . . . nell'immensità
Bello avere delle certezze. Le avessi io. E non mi riferisco solo alle cose "grandi", che voglio io e che spero vogliano tutti (tipo la pace nel mondo, la morte del nostro premier, la laurea), no, anche nelle cose piccole. Ad esempio, sono 3 anni che voglio comprare la ristampa di "Mister No" delle Edizioni IF però non riesco a trovare gli arretrati a metà prezzo; va' che è una cosa allucinante..sono 3 anni che mi tormenta, 'sta cosa. No, che poi, comunque, delle cose positive - o diciamo così - ci sono pure. Guarda, io l'amore l'avrei (l'ho) anche trovato...specifico, che poi pensate chissà che: IO ho trovato l'amore, ma lei (l'interessata) no. Comunque, dicevo, io l'ho trovato. Ma non so come comportarmici...certo che io vengo a chiedere aiuto a te, Don, e mi dici che sei una nullità. Se sei una nullità tu che hai tutte quelle certezze che hai detto, cosa dovrei essere io? Nulla. Infatti.
Sì, io lo so tutta la vita sempre solo non sarò e un giorno io saprò d'essere un piccolo pensiero nella più grande immensità a a a a del suo cielo. a a a a a a a a
Ma se sei un "piccolo pensiero" non significa che gli altri ti pensano per poco e quindi non conti praticamente nulla per costoro? Ma se prima hai detto che sei certo che qualcuno penserà a te...ah, no, hai detto "qualcuno pensa UN POCO a me", allora c'hai ragione. Chiedo scusa. Forse dovrei piantarla con le interpretazioni letterali, che poi mi illudo che i miei autori preferiti vogliano dire quello che io penso che vogliano dire (senza contare che non fanno ridere nemmeno i polli..ma forse gli abbacchi e le galline sì, ma è perchè son senza spine, non come il baccalà). Come avrete capito, sono in fase depressiva, una delle tante che ho durante l'anno, e speravo che Don Bachi, con la sua splendida (dico davvero) canzone, mi aiutasse, ma, invece, non è che abbia dato proprio una gran mano. La depressione prosegue, quindi. Nell'immensità.
Come nel monologo di Gaber e Luporini e nella storia di Dylan Dog da esso derivata (quella che da il titolo al post, di Medda&Stano), anche chi scrive si è trovato nella situazione dei protagonisti delle opere citate.
Mentre scrivevo al computer, noto ai miei piedi un'ombra nera sguizzante, a forma di pallina e con quella che sembra proprio una coda.
Dovete sapere che, di solito, amo atteggiarmi a uomo duro e virile, per nulla schizzinoso. Eppure, lo rivelo qui per la prima volta, ci sono alcuni elementi (animali, vegetali e inanimati) che mi fanno proprio schifo. Fra questi, i topi. Già solo l'idea che non abbiano la spina dorsale mi fa senso, aggiungiamoci che i topi sono - anche stereotipamente, lo ammetto - associati a sporcizia e malattie, ed ecco che il mio animo pudico si scandalizza.
Capito che quell'ombra che avevo a fianco era quella di un topo, ho esclamato un rude "Eeek!" e sono sobbalzato come la più leggiadra delle donnicciole (in realtà non ho esclamato "eek!", ma delle maschilissime parolacce non qui ripetibili, quindi anche stavolta ho salvato le apparenze). Al mio grido, la minuscola palletta d'ombra è fuggita verso il corridoio; l'ho inseguita, pur terrorizzato, ma era sparita. Allora ho fatto quello che faccio sempre quando mi trovo in situazioni d'emergenza: mi son fatto prendere dal panico ma non l'ho dato a vedere fingendo di rimuginare per risolvere scientificamente il problema (ero solo in casa, ma io fingo pure con me stesso). Il fatto è che, per varie ragioni che non sto qui a descrivere, è quasi impossibile che in casa mia girino dei topi. I pesciolini d'argento sì, e anche le più immonde schifezze, ma i topi no. Non è possibile. In più, al momento della visione, ero quasi al buio, con la sola luce del pc e un vago raggio di sole ad illuminare il mio cereo volto (purtroppo l'astro che vien dall'oriente e i miei occhi pallidi non sono compatibili, sicchè quando posso evito che vengano in contatto), e non è escluso che non abbia avuto un'allucinazione ottica. D'altronde anch'io, come Tito, vedo le mosche bianche, cosa che non rende certo le mie pupille affidabili. Ad ogni modo, lì per lì non faccio troppo caso a queste cose (come detto, fingo solamente di pensare) e decido di dare la caccia al nefando roditore. Fra le tante ipotesi che vaglio, c'è quella di catturare l'animale con una trappola, ma l'idea mi sa troppo di "Tom e Jerry" e lascio perdere. Mi armo di coraggio (tanto) e di un ammazza-mosche e parto per la pericolosa missione.
Mobili spostati, letti divelti, muri e angoli sondati centimetro per centimetro, tuffi nella polvere più grigia: niente. Del topo non c'è traccia. Seconda battuta di caccia: idem. Quasi sconsolato per il mancato trofeo, riprendo il mio posto davanti al computer, ma ormai non c'è verso nè voglia di continuare il cazzeggio. L'inquietudine cala nella mia stanza, come una nebbia invisibile ma palpabile, che poi si spande per il corridoio, per le altre stanze, per il bagno, come se mi seguisse. La svolta arriva assieme al padrone di casa, un uomo che so essere fortunatamente pragmatico e poco influenzabile. Talmente poco che, appena gli comunico la notizia, imbraccia la spingarda e da il via ad una terza esplorazione dell'infestata dimora. Ma sospetto lo abbia fatto solo per farmi contento. Ogni tanto lo fa, di farmi contento. Le voci cominciano a circolare, si fanno tante teorie: una lucertola, un insettone. Ma la conclusione ufficiale è quella che sembra essere la più ovvia: ho avuto davvero un'allucinazione. Non c'è stato e non c'è nessun topo, in casa mia.
Ora vengo al dunque di questa riflessione. Questa oscura vicenda mi ha portato a riflettere molto, e non solo allo specchio (ma forse il termine "riflessione" della frase precedente vi aveva suggerito qualcosa). E se questo "topo" non fosse stato altro che, come già fu per Gaber e Dylan, un simbolo delle mie contraddizioni, del crollo di tutte le mie certezze, di questo periodo storico e personale tormentato? Certo, è più probabile che siano state le mosche bianche o i troppi fumetti, ma quella domanda nasconde un sottofondo di verità. Nell'ultimo periodo ho assistito al disfacimento di tutte quelle che reputavo essere verità inoppugnabili. Sono diventato vulnerabile e volubile, voluttuoso e vile (no, vile lo ero già). Mi sento inquieto, cambio idea spesso, ogni cosa mi stufa...mai come di questi tempi il mondo mi appare contraddittorio e incerto. Ad esempio, ero sicuro che l'università non sarebbe finita mai, e invece manca pochissimo (quello che non è cambiato è che sono sempre in ritardo); pensavo, ingenuo, che non mi sarei mai innamorato, ed eppure sono ebbro d'amor; consideravo lo spaventarsi per un film una cosa da sciocchi, ma con "Twin Peaks" - l'episodio pilota in particolare - me la faccio sotto ogni volta; dormo - se va bene - 4 ore a notte, e poi ho sonno tutto il giorno; e questo per tacer di altri piccoli segnali che mi fanno capire che l'aria che tira non è la solita.
Infatti stamani i meteorologi avevano previsto pioggia, qui da me. E' stato sereno tutto il giorno. Adesso, mentre scrivo queste righe, il cielo si è annerito d'improvviso e tuoni annunciano fulmini che annunciano procelle e fortunali. No, l'aria è cambiata. Prima, dentro e fuori, c'era il sole. Ora piove. Ma non è detto che la pioggia sia negativa. Io spero che, perlomeno, ammazzi tutti i topi. (anche se l'idea dell'ammazzare qualcuno mi fa esclamare "eeek!")
Buongiorno a tutti. Sapevate che Max Brody è un musicista americano che suona nel gruppo dei Ministry? O che è un bravo attore che, fra l'altro, ha recitato in "I.A." di Spielberg? O ancora, che, insieme a Lora Brody, ha scritto il libro "Stuff It! : Fun Filled Foods to Savor and Satisfy"?
Eh, sì: il mondo è pieno di Max Brody capaci, intelligenti, belli e intraprendenti.
Purtroppo per voi che siete capitati in questo posto, avete beccato l'eccezione che conferma la regola.
L'Autore si definisce postmoderno, che non vuol dire niente, se non che fa tante citazioni. Quasi sempre compaiono le fonti da cui sono tratte; se non compaiono, pazienza: i postmoderni fanno come pare a loro, altrimenti non sarebbero postmoderni. Questo blog non è una testata giornalistica (in quanto, se lo fosse, sarebbe già fallita per mancato raggiungimento del quorum di lettori), pertanto non si ritiene assogettato ad alcunché, leggi-vergogna di lì a venire incluse.