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giovedì 16 febbraio 2012

ZIO BERLUSCONE E IL CENTOCINQUANTENARIO (+ UNO) BILLIONAIRIO

Un anno orsono, di questi tempi, una parte del Paese fremeva per i festeggiamenti dei 150 anni del nostro amato Stato. Più che altro sperava che il 17 Marzo si sarebbe stati a casa, ma c'era anche qualcuno che teneva davvero all'ideale rappresentato dal tricolore; purtroppo per quella parte, un'altra sarebbe riuscita ad impedire la savoiarda celebrazione.
Passato un anno, siamo quasi a 151 e tutto pare cambiato. Almeno formalmente. L'Italia è stata momentamenamente data in subaffitto all'Europa, gente del nord, che non ama gli sfarzi, le vacuità, la vita mondana. Se deve riunirsi in albergo, va in Olanda, dove la privacy è sacra, o in iSvizzera, dove costa meno e tutti si fanno gli affari propri.
Una direzione esattamente opposta a quella che conduce al patriottismo e all'orgoglioso autonomismo. Eppure i verdi vestiti sono biliosi lo stesso. Se non possono maneggiare in prima persona, per loro 'gli è tutto da rifare, non li aggrada nulla.
Infatti, per cambiare la Costituzione farebbero di tutto: l'importante è che faccia comodo a loro. La verità è che mirano a farsi invitare nell'albergo di cui sopra, ma, non riuscendoci (inette vittime dell'antimeridionalismo), si accontentano di quel che passa in convento.

Già, alla monacale via sta volgendosi il nostro Paese, sempre più morigerato. Non parco, altrimenti non c'é spazio per il nuovo ipermercato, ma pazienza. Accontentarsi di poco è il segreto d'ogni ordine religioso che si rispetti; d'ogni ordine religioso che miri ad aprire missioni in terre appartenenti a culture diverse, onde renderle sempre meno diverse, unendole sotto un unico, fraterno, abbraccio.

L'amore, però, non è semplice. È litigarello, altrimenti non è bello.
L'Italia che lavora non ha bisogno di parole, recita un noto spot. E chi non si parla alla lunga non si conosce e non può amarsi.
D'altro canto, l'Italia che non lavora non campa, o se campa viene denigrata e svilita, e chi non è amato di rado riesce ad amare.

In tutto questo si sente la mancanza di zio Berluscone. Lui avrebbe detto che tutto va bene, avrebbe rassicurato gli animi come lui solo sa fare. Quella parte del Paese che lo ama, non tema: per il centocinquantenario (+ due) saremo tornati al passato. Come sempre.
Il nazionalismo fondato sul Billionaire è un placebo di rara qualità.

martedì 2 novembre 2010

C'est la mort.


Primo pensierino. Nel mese di Ottobre non ho scritto molto, anzi, è stato toccato il record negativo del blog (se escludiamo dal conteggio lo scorso mese di Aprile, tecnicamente "non pervenuto"). Questo perché ultimamente non sono stato proprio benissimo. Ad ogni modo, è un po' come se il blog fosse "morto", e, visto che oggi è il 2 Novembre, la coincidenza sembra calzare a pennuello (o a fagiuolo, se preferite).
Mia personalissima ed opinabile opinione è che, se proprio festa dev'esserci, questa dovrebbe cadere il 2 Novembre, anziché il giorno precedente. I Santi sono riconosciuti solo da una parte della popolazione, i morti da tutti. Logica vorrebbe che il volgo lo si accontentasse tutto, e non solo una parte di esso, ma la Logica, in Italia, viene ricordata proprio oggi.

Che poi la festa dei morti sia una festa ipocrita, come tutte le feste legate alla religione, questo è un altro discorso. Durante i rimanenti 364 giorni dell'anno, infatti, nessuno si ricorda dei cari estinti. Il 2 Novembre, d'improvviso, tutti "col ricordo volto verso chi non c'é più" (come dicono i preti). Perlomento per finta, chiaro.
Per tacer dell'egoismo intrinseco: perché ricordare solo i propri cari defunti? E quelli degli altri? Non contano niente? Dov'é finito l'amore verso il prossimo, la fratellanza che tanto cianciano le religioni rivelate?
Mi pare giusto e solidale ricordare quei defunti che non sono mai ricordati da nessuno. Tertulliano, ad esempio. Oppure Leibniz. O, ancora, Mario Imperniceti, Donatella Angiolini, Tonino Brutti... chi sono? Boh. Ma anche loro meritano il nostro ricordo.

Secondo pensierino. Un anno fa moriva Alda Merini. Ce lo siamo ricordati perché è uscita la raccolta delle sue opere, sennò chi ci pensava più? È dal 3 Novembre dell'anno scorso che avevamo la mente altrove.
Io l'avevo rivolta verso Michelangelo Antonioni, regista di cui non ho visto nemanco un fotogramma (no, vabbé, un paio di fotogrammi li ho visti). Nell'Agosto 2007 si spegneva lasciando un grande vuoto intorno a sé. Talmente grande che RaiDue, la sera stessa della sua morte, si sentì in dovere di cancellare un telefilm che all'epoca seguivo, per trasmettere ben due dei suoi capolavori (e la Rai, e i canali in chiaro in genere, sono ben restii a trasmettere i film di Antonioni, forse perché il pubblico "non capirebbe"). Da quel giorno sento il bisogno di ricordare costantemente questo episodio, affinché il grande regista sia sempre un po' nei nostri cuori.

Terzo pensierino. Negli ultimi dieci anni circa, la mia famiglia si è pressoché dimezzata, con una media di un lutto "importante" ogni 2,5 anni (a fronte di una nascita ogni 4,5). L'aver scritto una frase del genere (che è assolutamente vera) mi dà l'impressione di essere divenuto un po' cinico. Forse perché io stesso non sono convinto di arrivare ai quarant'anni, oppure di arrivarci a fatica e grossomodo. D'altronde, quelle fitte al petto che sento ogni tanto non mi incitano proprio all'ottimismo, e i lutti di cui parlavo sopra sono stati tutti prematuri.

La Logica mi porta a pensar male. Per fortuna, come dicevo più in alto, in Italia la Logica si festeggia proprio oggi. C'est la mort.

mercoledì 4 agosto 2010

Alt! Parola in ordine!

Ogni tanto fa bene svuotare la mente. Nella mia le finestre sono chiuse da parecchio tempo, le apro così i grumi di polvere vanno via un po'. Attenti agli sternuti.

Primo pensierino. Stamattina, cosa che mi capita tutte le mattine, mi stavo lavando i denti, quando, ad un certo punto, cosa che mi capita sempre quando mi lavo i denti, lo spazzolino mi è sfuggito di mano, e la parte dura è andata a sbattere contro un dente. Al ché, cosa che mi capita ogni volta che lo spazzolino mi sfugge di mano e va a sbattermi su un dente, ho proferito delle parole irripetibili. Cosa che mi capita ogni volta che proferisco parole irripetibili (non semplici parolacce, ma cose davvero irripetibili), mi sono vergognato di me stesso e sono partito per la tangente con assurdi collegamenti mentali. Il primo: ci sono tante persone, anche fra quelle che conosco, che inseriscono una parolaccia ogni tre vocaboli "sani", senza nessun moto di vergogna o imbarazzo che sia, e a cui nessuno rimprovera nulla. Quando lo faccio io, di solito, o vengo squadrato con occhio indagatore, oppure non vengo squadrato ma, d'improvviso, sugli interlocutori cala un velo di striminzito pudore e si cambia discorso, o, infine, la mia parolaccia suscita le risa dell'uditorio. Sarà che sono teatrale di natura (ma con umiltà), sarà che spesso utilizzo termini assurdi pur di non imprecare, e quindi quando impreco non sembro più io; chi lo sa. Fatto sta che la parolaccia, come diceva Gigi Proietti, è un'arte. Lui ci ha costruito un intero spettacolo sull'arte della parolaccia, arrivando più o meno a queste conclusioni: dev'essere spontanea (e le mie lo sono, in quanto tendenzialmente mi scappano quando sono irritato o irretito), dev'essere adatta al contesto (ci sono parolacce più eleganti e altre più burine), e magari dev'essere regionalizzata: caratteristica, comunque, che ricade nel discorso sul contesto di cui sopra.

Secondo pensierino. La seconda riflessione sortami mentre, ipocondricamente, controllavo se il dente colpito ballasse o no (ipocondricamente pare di sì, realisticamente non credo) riguarda la sfera politica: quando certe intercettazioni vengono pubblicate e diffuse alla massa, spesso ci si scandalizza per il linguaggio usato da uomini politici, d'affari e quant'altri nelle loro conversazioni. Si parla di "degrado morale", di "squallore", e a ben donde, forse, ma ci si dimentica che sono ben poche le persone che non si esprimono in modo rude, sgrammaticato, "volgare" (fra virgolette, per il discorso fatto prima). Meglio uno che dice due parolacce a frase ma è onesto, che un disonesto dotato di forbita eloquenza.
Ad ogni modo, questo discorso mal si applica alla classe dirigenziale italiana, ove è ben difficile trovare individui moralmente retti. D'altro canto, la classe dirigenziale italiana è senza dubbio la più bizzarra fra quelle democratiche europee (in Europa, per convenzione, c'é un Paese considerato non democratico, con cui, ovviamente, noi abbiamo buoni rapporti).
Si pensi alla nuova formazione partitica venutasi a creare con lo strappo dei "finiani". PdL, Lega, FLI (i "finiani"), UdC, Pd, IdV (+ SvP, uno o due valdostani e un paio di indipendenti).
Con le dovute modifiche, negli atteggiamenti essa ricalca la vecchia formazione partitica, quella che, nelle intenzioni, avrebbe dovuto essere soppiantata dalle nuove forze. Nell'ordine: PSI craxiano, MSI, PLI, DC, PSDI, PCI intransigente (+ formazioni minori).
Insomma, nulla di nuovo sotto il sole. Il "degrado morale" e lo "squallore", forse, andrebbero ricercati nella sostanza, più che nella forma.

Terzo pensierino. Detta l'ovvietà, passiamo all'imprevedibile. Ho preso dei libri in biblioteca. (Mascelle sbigottite cadono a terra fragorosamente). Dove sta l'imprevedibilità? Nel fatto che, per una volta, i libri sono stati presi per puro piacere e non per dovere. Non prendo mai i libri che so interessarmi in biblioteca, perché i libri che so interessarmi li voglio possedere, per farci quello che mi pare, per cui, alla scadenza del prestito, mi viene immancabilmente voglia di commettere un furto. Del resto, si sa che per i bibliofili è difficile resistere alla brama di possedere un libro di proprietà altrui, non mancano aneddoti curiosi in merito. Mah, si vedrà tra un mese, quando dovrò restituirli. Sono libri che non riesco a trovare in vendita: se riuscirò ad escogitare qualche piano alla Lupin III bene, altrimenti pazienza, magari mi consolerò con lo scanner.

Per oggi basta. Con queste ardite considerazioni dimostro una volta di più di essere più mefistofelico di quanto pensassi. Ecco il perché di tutte quelle riflessioni sul "degrado" e lo "squallore": mi ci identifico. E che cazzo, Freud.

sabato 3 luglio 2010

Le ragioni dell'aragosta

Perchè questo titolo? Perchè da qualche settimana su RaiExtra trasmettono le repliche di Avanzi (ma anche de L'Ottavo nano) e rivedere (o vedere per la prima volta) certe cose mi rasserena.

Detto ciò, passiamo a parlare di tutt'altro, con i miei soliti Pensierini sparsi di cui la gente poco se ne cale, ma che, se adoperati come 'valvola di sfogo', sono molto utili.

Primo pensierino. Vivere soli (cioé senza compagnie di nessun tipo) è un'esperienza che chiunque dovrebbe sperimentare almeno, chessò, una volta l'anno, ma è anche abbastanza triste. Tanto che dopo una settimana ci si deve sfogare sul blog scrivendo avvilenti pensierini.
E' che ci sono tante cose a cui pensare, e quando si vuol pensare a qualcos'altro per puro piacere, non si ha nessuno da tormentare. Non è questione di responsabilità: fare la spesa non è un enorme onere, semmai lo è fare la fila alla cassa. Per quanto mi riguarda, appartengo alla categoria di quelle persone che quando vivono da sole si lasciano andare alla sciatteria più o meno totale: junk food, scarsa pulizia pavimentale, spese contenute ma riservate esclusivamente a fini di scarsa utilità, momenti di studio limitati in favore di altri dedicati allo stravaccamento, uscite a vuoto ("se studio all'aperto imparo di più") con passeggiate sotto il sole cocente che non portano a nulla, con conseguente mal di capo (e quindi studio limitato in favore dello stravaccamento), ecc.
Non è un vanto, per carità. Ma, insomma, lo facevano nel'78, lo posso fare anch'io nel 2010.

Secondo pensierino. Dicevo: fare la fila alla cassa è un onere. Lo sanno tutti che quando si fa la coda, di qualunque posto si tratti, si becca sempre quella più lenta. Epperò al supermercato il dramma si acutizza: vuoi perchè manca poco alla chiusura, vuoi perchè ti si scioglie il gelato, vuoi perchè il cestino della spesa pesa una tonnellata e il braccio ormai si muove a scatti (e infatti quando, all'atto del pagamento, si tirano fuori le monete, ne cadono almeno la metà).
Il momento più terrificante è quello della scelta della cassa. In quella più vicina a te ci sono solo due persone, ma i loro carrelli strabordano di cianfrusaglie. Quella "veloce" è ovviamente dall'altro capo del salone e, ad occhio, ci sono almeno venti persone, ognuna con la sua dozzina di pezzi. Come se non bastasse, altri due-tre individui le si avvicinano minacciosi, e nel marasma hai visto spuntare anche una carta di credito (una delle piaghe della società del ventunesimo secolo: ormai anche venti euro vanno pagati con la carta, sennò sei un miserabile). Calcoli che per approdare alla cassa "veloce" prima del nemico ti ci vogliono circa trenta secondi, che diventano quaranta per via dello slalom da fare fra la gente in coda alle altre casse. Esiti, tentenni, ti scoraggi un attimo, poi ti accorgi che qualcuno ti osserva, chi con preoccupazione, chi con disprezzo, chi con compiacenza: sono le altre persone in coda, annoiate dall'estenuante attesa, che fanno il "tifo" per te o per il tuo avversario. Allora parti in quarta e, in meno di venti secondi, ti piazzi davanti all'agognata cassa, giusto un secondo prima del bofonchiante nemico. Certo, hai il fiato corto, sei tutto accaldato, il braccio ti si muove su e giù irrazionalmente: ma che soddisfazione. Scorgi gli ascensori e la scritta "uscita": ancora un ultimo ostacolo, e potrai uscir a riveder le stelle.

Terzo pensierino. Chi scrive non ama molto l'amaro e l'aspro, e, pur essendo avido di dolci, quando si trova a dover badare a sé stesso predilige il salato: e giù di salami, prosciutti, bruschette, pesci fritti e altre leccornie che allietano il palato e uccidono il fegato. E' cosa buffa: col caldo che fa (ondata di 40°gradi per tutto il weekend) si dovrebbero evitare alimenti che fanno venir sete. Forse la causa può esser ricercata negli antichi egizi, fra i quali troviamo svariati RamSete, tutti - come da prassi - adoratori del dio Sole (Ra).

E, dopo questa straordinaria boutade, che dimostra inequivocabilmente che: a) il caldo dà alla testa; b) l'abuso di cibi grassi e salati dà alla testa; e c) vivere soli dà alla testa, mi commiato dai miei amici vicini e lontani con un saporitissimo (sa di fritto) baciotto.

p.s.: per dare una circolarità al post: Guzzanti è un Mostro! Chissà se ama il salato e odia le casse...

lunedì 31 maggio 2010

Il numero duecento! (tutto a colori)

Oggi non avevo la più pallida idea di cosa scrivere (di solito non ho idee lo stesso, ma almeno sono abbronzate), quando, per una di quelle curiose coincidenze che, come dei fili sottilissimi, guidano la nostra esistenza, sotto il rigido sguardo delle moire orfei, pronte a reciderli quando meno ce l'aspettiamo, insomma (mi fermo che tanto il periodo ha perso il suo senso logico), stavo lì che mi grattav... ehm, che rimuginavo, quando mi accorgo che questo post è il post numero duecento pubblicato su questa specie di blog.
Il Numero Duecento!! Numero magico, numero rotondo, numero a tre cifre (ma più grande del Cento), causa, in molti, di triscaidecafobia (a patto di sottrargli centottantasette)!
E pensare che, quando iniziai a tenere il blog (o chi per esso), non immaginavo certo che un giorno avrei festeggiato questo ampio traguardo. Eh, ero giovane e sbarbatello, allora. Oggi sono giovane, ma solo per l'anagrafe, e ho la barba, da bravo finto intellettuale. Detto ciò, grazie a tutti coloro che, in questi duecento post, ci hanno sostenuto (me e il blog). Duecento di questi post.

Come festeggeremo? Boh, io sono asociale, non sono pratico. Diciamo che l'inaspettato traguardo mi ha suggerito diverse riflessioni che potrete leggere di seguito. Sono molto importanti per la continuity. E poi, come da tradizione, abbiamo il tutto-a-colori... 'nsomma, questo passa in convento. Ma si dia inizio alle danze.

Riflessione Uno. Che gusto c'è a possedere un giornale se non ci si parla un po' addosso? (cit.) Chiedere a Feltri. Fatelo voi, che a me viene voglia di malmenarlo ogni qualsivoglia volta lo vedo. Comunque, quando iniziai il blog, nell'ormai remota estate del 2008, lo feci non tanto perchè avessi chissà cosa da scrivere; non tanto perchè annoiato e poco voglioso di studiare; non tanto perchè, al giorno d'oggi, se non hai un soscial netuò:k non sei nessuno; quanto, piuttosto, perchè, come già avevo fatto in altre occasioni, copiai spudoratamente gli amici Luttazzi4ever e DjJurgen (nei link trovate il loro Bloggo degli Sgrittori). Perchè li copio in continuazione? E perchè essi non mi querelano o mi diffidano dall'imitarli? Alla seconda domanda si può rispondere facilmente: perchè non hanno mica il brevetto del blog. E poi sono brave persone, hanno la pazienza di Giobbe, loro (io gliela restituii subito). Rispondere alla prima domanda è più complesso e richiede un atto di fede: dovete sapere che le idee circolano nell'aria e, gira gira, sono sempre le stesse: quello fa l'i-pod, quell'altro fa uscire subito l'i-pad, quell'altro ancora l'i-ped destr, l'i-ped sinistr, l'i-man destr, l'i-man sinistr, e così via; lo saprete anche voi. Ora aspettiamo l'i-rett (detto famigliarmente l'i-prot). Battute (orride) a parte, il punto è che le idee che hanno quei due loschi individui le ho anch'io. Solo che loro ci credono e le sfruttano. Io, che non ho nemmeno un'autostima, ma le faccio prendere il tram, no. Sicché vengo sempre anticipato sul tempo. Per cui, non mi resta che copiare: del resto, da piccolo ho visto tutti i film dei Vanzina, qualcosa m'è rimasto.

Riflessione Due. Quando si fanno post di questo tipo, scrivere sempre tutti i numeri per esteso, anziché in cifra. Aiuta ad allungare il brodo. Quindi, non "200", ma duecento. "E se devo scrivere" - potreste ribattere - "chiama il 118, che un tizio è stato investito?". In quel caso dovrete essere fortunati che ci sia qualcuno che sappia scrivere (non è cosa così scontata, oggigiorno; questo blog lo comprova). Poi, francamente, fareste meglio a chiamarlo voi, che prima che qualcuno tiri fuori il cellulare o smetta di fare le foto l'infelice è bello che schiattato. Nel caso, astenetevi.

Riflessione Tre. Io e la redazione (La Redazione è il nome che ho dato alla mia lampada da tavolo, la quale, contrariamente a quanto sareste portati a pensare ad un'occhiata superficiale, non svolge la funzione tipica per oggetti del medesimo tipo, ossia fare luce, ma un compito altrettanto importante: arreda la scrivania. Anche perchè in questo istante ci sono trenta gradi e un sole che spacca le pietre e non mi va di elargire denaro superfluo all'Enel) sappiamo bene che, da qualche tempo a questa parte, il nostro blog dal nome ballerino (tanto che stiamo pensando di chiamarlo Giuda) non fa più ridere come una volta. Però, però. Prima che annuiate, rifletteteci bene: avete mai terminato la lettura di un nostro post ilari e spossati dalle risate o, perlomeno, completamente soddisfatti? Pertanto, vi chiediamo solo un po' di pazienza. Potevamo chiederla ad Andrea, ma è morto. Mica è colpa nostra, non guardateci così. Su, cominciate a prepararla.

Riflessione Quattro. Ultimamente stiamo assistendo ad una strage di Grandi Personaggi. Sanguineti, Arnold, Dennis Hopper, i tizi delle ong filo-palestinesi, la Giustizia in Italia, i pesci del Golfo del Messico... noi, nel nostro piccolo, continuiamo ad esserci. Lo promettiamo. Ora scusateci, andiamo a mollare gli ormeggi.

Riflessione Cinque. Avevo in mente diverse riflessioni, mentre scrivevo me le sono dimenticate tutte. Patient. Che, se non erro, vuol dire "malato". Uhm. Che caso.
Ammettiamolo, i post celebrativi non li legge nessuno. Ma a me piacciono. Perchè si fa il punto sul passato, e conoscere il passato aiuta a comprendere il futuro che ci attende. Ecco, la morale l'ho fatta, allora sapete che vi dico? Farò il punto sul passato.

.
passato


Ecco qua. Come sarà il futuro? Che ne so, ho detto che aiuta a comprenderlo, non a prevederlo.
Attenderemo: nel frattempo, duecento di questi post, blog !!!

domenica 23 maggio 2010

Pensierini stupendini, nascono un pochino strisciandino

Qualche pensierino sparso in libertà, ché tanto non mi legge più nessuno e posso dire quello che più mi aggrada.

Primo pensierino. Devo diventare cattivo. Tipo Marco Masini di qualche anno fa, per dire. Uno che non ha peli sulla lingua, e possibilmente nemmeno nel naso, che mi danno un fastidio, ma un fastidio...ma chi li ha inventati? 'Cci sua. Comunque, dicevo, devo diventare cattivo, ma non so bene come si fa: mi esprimo come un @%&!* di scaricatore di porto? Già lo faccio (vedi periodo addietro). Racconto balle, come quando dico di diventare brillo al terzo-quarto bicchiere di vino? Nah, è vero. Evito di innamorarmi e giudico le ragazze come oggetti sessuali non identificati? Smetto di considerare ogni persona presente sul globo terracqueo superiore a me e comincio a pensare un po' alla persona che ospita la mia essenza? Vado già a correre, che vuole di più... c'andasse lei. Insomma, non è così facile come si crede, rinnegare pure quei due o tre principi che ancora - non si sa come - si possiede. Vedremo.

Secondo pensierino. Lei mi manca da morire. 'Oddio riattacca un'altra volta con 'ste melensaggini da giovane Werther, che pizza, abbattetelo', penseranno gli eventuali individui che, sbagliando sito, capiteranno qui e leggeranno queste righe. Ma io devo diventare cattivo, ricordate? Per cui me ne frego altamente e mi lamento quanto mi pare e piace. Anche perché ieri sono convinto di averla vista, il che ha riattivato quella meninge avanzatami dalla carestia dell'89, sicché ho trascorso gli ultimi due giorni pensando continuamente a lei: ai bei momenti trascorsi insieme, a quelli meno belli, al brutto modo in cui la favola è finita e altre cose allegre di cotal tenore (Pavarotti, che è morto). Sì, lo so che devo andare avanti (dove non lo so, ma a destra c'ho la finestra, e la cosa mi inquieta sottilmente), lo so che ci sono altre ragazze al mondo, che si può vivere benissimo anche soli come i cani (in questo sono esperto, benché non abbia mai capito per quale motivo i cani debbano essere sempre considerati asociali, quando poi scondinzolano sempre e te la fanno sempre sulle scarpe nuove, dopo aver tentato di accoppiarsi col tuo femore), che al mondo c'è chi sta peggio di me (ma anche chi sta meglio, oserei dire), che quando c'era lui i treni partivano in orario, ma ora c'é uno uguale a lui e partono in ritardo lo stesso, potenza del progresso. Insomma, lo so. Però a me manca lei, e non la voglio dimenticare. Dato che non sono ancora cattivo, non lo faccio e continuo a tormentare me e chi mi legge.

Terzo pensierino. Inter #@$%!!

E con questo cattivissimo, anzi, perfido (nel senso che è rivolto a quell'asociale di Fido) pensierino, mi commiato dai miei ospiti. Schiacciate la freccia "sinistra" nella parte alta del vostro browser e ritroverete la pagina che avevate abbandonato e non avreste mai dovuto lasciare.

venerdì 19 marzo 2010

Pensierini assortiti

Facciamo eco a Eco, imitiamolo.

Primo pensierino. Perchè non mi segno le cose che mi passano per la testa? Ero sicuro di avere avuto una buona idea per un post (quindi era una vaccata), ma mi è uscita proprio dalla scatola cranica. Questa cosa che mi escono le cose dalla testa non si capisce. E che è, un'autostrada, che vanno e vengono le cose? Che c'ho il cervello come Bossi, io, che non so manco quello che faccio? Non mi sta bene, ennò. I miei pensierini sono intelligenti, come avete potuto leggere. Tsk!

Secondo pensierino. A Michele Medda piace Edoardo Bennato. Edoardo Bennato difende Aldo Busi, dopo l'espulsione dalla Rai lottizzata. A me piacciono sia Michele Medda che Edoardo Bennato, e pure io difendo lo scrittore bresciano dall'inopinato ed esagerato provvedimento. Le coincidenze della vita. Uno pensa che i vip ragionino secondo diverse ed imperscrutabili modalità, invece, alla fin della fiera, rimangono esseri umani, persone come noi (a meno che non siate visitors). In questo senso Mara Venier è un essere umano - e non un visitor - perchè dice tante di quelle cazzate che solo un essere umano può dire. Mara, anch'io vorrei essere un visitor.

Terzo pensierino. Fra due giorni è primavera. Direte: grazie per avercelo ricordato, non lo sapevamo. Prego. Mi fa piacere dare il mio piccolo aiuto ai bisognosi. A voi non fa piacere? Io ho bisogno di taaanto danaro (sono schiavo del dio danaro, direbbe il figlio di Renato Zero). Ne ho bisogno perchè Lunedì mi inizia l'omnia di Gottfredson e per me l'omnia di Gottfredson è un desiderio che si esaudisce, un sogno che si avvera, una speranza che...boh, che pure si avvera (non mi viene il sinonimo), insomma: la aspetto dalla metà della mia vita (facendo due calcoli basandosi sulla consistenza dei neuroni viene l'anno scorso). Oltre a ciò, oltre ad altre spese appartenenti alla sfera del superfluo (no, non si tratta di dentifrici eccezionali), oltre a tutto questo Amba Aradan, c'è che ho voglia di andarmene via, lontano da questa civiltà occidentale che mi disgusta e mi fa stare male. Ho bisogno di spazi aperti. Per cui, mi piacerebbe andare negli USA.

Quarto pensierino. Mi mancano giusto quei tre ettari cubici di pecunia per poterlo fare, ma intanto il sogno di andarsene c'è. Però, sa va sans dire, pesce fritto e baccalà, esaudiamo prima l'omnia di zio Floyd. Una cosa per volta. A proposito di Volta, una volta da Volta era tutta campagna. Adesso il Lario è un casino (e un poco casinò), fanno i muri e poi li abbattono, così, per il bene del lago. Il che mi porta a pormi la seguente domanda: ma quanti film ha fatto Jason Statham? E perchè fa sempre lo stesso ruolo? Non poteva badare al bene del lago? Ma pazienza, chissene del lago, tanto sono stufo del luogo in cui vivo, voglio andarmene. Magari da Jason Statham.

Quinto pensierino. Ok, avevo disseminato alcuni indizi (due) nelle righe soprastanti, ma posso svelarlo chiaro e tondo, e se non tondo, perlomeno ovoidale: io seguo l'isola dei famosi. Sorvolo su eventuali commenti per non inimicarmi i fans del programma, ma non glisserò su una sinistra (e destra, per par condicio) coincidenza. Seguo l'Isola, seguo Lost, ho da poco letto "L'isola del dr.Moreau" e, in generale, mi ritrovo isole più o meno ovunque. Ho voglia di finire su un'isola deserta, ecco. Nutrirmi con i cocchi, guardare le ragazze in costume, farmi pizzicare dai granchi, fare scherzi lasciando escrementi in giro, e in questo istante, mentre scrivo, c'è una concorrente del reality che dice di voler fare esperienze di riproduzione coatta, il che mi dà un'altra idea da aggiungere alla lista. Ecco, è questo che voglio. Poi, se proprio non si trova un'isola deserta-deserta, oh 'un fa nulla, gli USA vanno benissimo.

lunedì 18 gennaio 2010

Pensierini per tutti! (baci baci baci!)

Visto che, fondamentalmente, sono uno che se la tira una cifra, da brava ragazzadell'hinterlandmilanesechea17annivaingiroconlaminigonna qual sono, vedrò di prodigarmi in ciò che mi riesce meglio, copiare grandi pensatori e pensare cose inutili.

Primo pensierino. Va alla mia ultima nonna, scomparsa un mesetto fa.

Secondo pensierino. Marcello Toninelli è stato uno dei miei tanti idoli, quand'ero piccino picciò. Il suo "Dante", ma pure l'Iliade, l'Odissea e l'Eneide a fumetti mi spinsero a comprare "Il giornalino" (ove, poi, feci altre scoperte) e ad uscire dal mio bunker dorato only-Disney. Oggi lo ricordo con affetto. Detto così, sembra che sia morto...no, ma non ci manca molto: sì, perchè il buon Marcello ha deciso che vuole distruggere l'attuale apparato istituzionale dello Stato italico. Chi scrive è convinto che, prima o poi, qualche leghista ammazzerà Grillo, e pensa che anche Toninelli non sfuggirà alla furia verde. Perchè Marcello, a suo dire, fa sul serio. Ha creato un blog, ove esprime i suoi propositi: vincere le elezioni (ma non obbligatoriamente) e imporre il sistema della bulè. Ossia i parlamentari saranno cittadini sorteggiati a caso dalla sorte (la fortuna fortuneggia). Così i partiti diverranno inutili e potremo liberarcene.
Ora. E' chiaro che eliminare la casta e rifondare la politica italiana sia volontà di tutti noi dotati di buon senso (se tu che leggi non lo sei, non ti offendere..rimani mio amico! Come ho scritto sopra, me la tiro tantissimo). Pertanto, dovremmo essere tutti d'accordo con lui. Però, però. Qualche tempo fa, feci un sogno in cui sognai una cosa, che avrei dovuto poi riportare sul blog (ormai sapete che i post sono frutto di cattivi sonni): in quell'onirico post - un post che parlava male del Berlusca - proponevo la mia personale ricetta per sconfiggere il nemico: vincere le elezioni e poi rifondare il sistema politico italiano eliminando la casta. Il che è sinistramente somigliante a quanto auspica il Toninelli. Delle due, l'una: o Toninelli mangia troppo come me, e poi dorme male; oppure, davvero, per battere il premier restano solo due soluzioni: aspettare che muoia o vincere le elezioni. Rimane il fatto che la proposta di Marcello è folle, quindi lo si appoggia e basta.

Terzo pensierino: che mi sovviene or ora. Evidentemente non pago, il buon Toninelli, sul suo blog, m'ha "fregato" anche un'altra proposta, quella inerente il loco da dedicare a Craxi in quel di Mediolanum (per noi due dovrebbe essere il carcere). Tutto questo (assolvo il fumettista da ogni sua eventuale colpa, purtroppo la Siae non tutela i sogni) mi rammenta diverse cose.
Terzo pensierino-bis. Il defunto leader del PSI è stato acclamato da diversi esponenti del Governo, fra le altre cose, come "un grande uomo di sinistra". Questo perchè, all'epoca, la "destra" era la DC. La "destra estrema" (il MSI) era deprecabile e faceva un po' senso a tutti, il PCI (la "sinistra quasideltuttoestrema") era vista come il ritrovo degli hiuppie e irritava più che altro (parlo del partito, non dei suoi elettori). Quindi la sinistra 'buona' era Craxi. Oggi i suoi ex-adepti stanno quasi tutti nel partito di maggioranza, cioè a "destra", che s'è mischiata con l'ex-destra estrema (il cui leader massimo, ora, è colui che fa maggior opposizione) e con un alcuni contadini-vaccari, mentre gli adepti della "sinistraquasidelttuoestrema" vagano qua e là insieme ad ex-esponenti della "destra", litigando in continuazione con i loro ex-soci (i quali, a loro volta, litigano fra di loro). In pratica, da vent'anni è al potere la "sinistra"!! E poi dicono che è morta... sigh, perchè non abbiamo anche qui un Pineda che possiede le imprese, le televisione e la squadra di calcio, così facciamo finalmente la svolta a destra, come in Cile?
Terzo pensierino ter. Al Bettino nazionale è stata dedicata persino una prima serata sul canale più democratico del bel paese (è lì che fanno "Annozero"), perchè, sembra, i giovani non sanno o non si ricordano chi sia il Bettino nazionale. Ma cosa si intende per 'giovani'? Io sono vecchio dentro, ma per l'anagrafe ho 22 anni e tecnicamente sono giovane. Però io il Bettino nazionale me lo ricordo, mica lo sento adesso per la prima volta. Quell'intervista dove dice che lui "in Italia non tornerà più, se non da uomo libero o una cosa simile" che si vede ormai tutti i giorni in tv, io me la ricordavo. C'era lui che non voleva tornare perchè era scappato al mare, in Tunisia (così, smemorati coetanei, capite perchè le celebrazioni le fanno in Tunisia e non qui). Era scappato perchè era stato condannato e lui non aveva voluto farsi condannare, e allora è morto latitante. M'appete, ma allora era cattivo? E perchè lo celebrano? Eh, indovina? Ma la domanda più inquietante è un'altra: se me lo ricordavo io, che all'epoca pensavo solo a Topolino e a Crash Bandicoot, voi come fate a non ricordarvelo?
A meno che per 'giovani' non si intendano i quindicenni di oggi. Ah beh, ma allora sono sicuro che i quindicenni di oggi abbiano seguito in massa la prima serata.

Quarto pensierino. Cambiamo argomento. Il forum di Comicus è, ormai a detta di ogni internauta, IL forum dei nerd fumettari. Se non vai sul forum di Comicus non sei un nerd fumettaro. Infatti voglio iscrivermi al forum di Comicus, ma non ci riesco, perchè non posso usare account di caselle mail gratuite. Al chè, la mia opinabile ragione, pondera: "cioè, devo pagà?". Ed è ancora lì che pondera ed opina. Chi sa, la aiuti.

Quinto pensierino. Il forum di Comicus è effettivamente un'indescrivibile miniera di informazioni, un vero e proprio 'regno di Bengodi' per il nerd internauta. Si parla di tutto, a qualunque ora. C'è l'utente giovane e nerd fino al midollo, c'è quello socialmente impegnato, c'è quello che fa i commenti qualunquistici, ci sono il leghista e il dipietrista. C'è quello che ama i supereroi Marvel e schifa la Dc (non il partito, la casa editrice!), c'è quello che aborre il fumetto italiano, c'è l'only-Bonelli e quello che segue distrattamente, ma ama e rispetta tutti. Ci sono tanti bannati e tanta brava gente pronta a darti un consiglio, in qualunque campo dello scibile. E' un piccolo mondo in miniatura, uguale in tutto e per tutto al nostro, salvo che lì c'è un po' più di legalità e rispetto. E poi sa appassionarti...ad esempio, da ieri, per colpa di una sua discussione, m'è venuta la mania degli Urania...fra qualche giorno mi farà venir voglia di grappa di Soresine oppure mi convinceranno ad andare ad Haiti a fare qualcosa...ma solo dopo aver visto quel film del '76 del regista indocinese Hafatto Hunfilm.

Non c'è niente da fare: la fauna umana è irresistibilmente stimolante, per noi esseri superiori.
Capito, pirlotti? (Maa''!! Duv'è la mini?? Devo andare in disco, zio bestia!!)