giovedì 18 novembre 2010

Ad un'altra vita, fratello!

Su Libero si scoprono sempre cose nuove e bizzarre. Ma anche l'altro Libero non è da meno. Ad esempio, di recente vi ho letto di una ricerca, secondo la quale essere figli unici è bello.
Considerando che io sono figlio unico e ho tendenze masochistico-suicide (ad esempio, leggo quello che scrive Libero), direi che non sono molto d'accordo.

L'articolo recita:


Fino ad ora si credeva che nel bilancio dei pro e contro fossero i figli unici, più timidi e introversi, a essere svantaggiati ma una ricerca è giunta a concludere esattamente l'opposto: il livello di felicità scende in proporzione al numero di fratelli e sorelle. La tesi è stata elaborata grazie a un'indagine condotta dall'agenzia governativa britannica Economic and Social Research Council su 100mila persone (di cui 40mila famiglie) e anticipato sulle pagine dell'Observer.

Partendo da alcuni dati preliminari (7 teenager su dieci sono molto soddisfatti delle loro vite, quelli appartenenti a minoranze sono più soddisfatti degli altri, più fratelli e sorelle si hanno meno si è felici, per l'appunto) a 2500 giovani sono stati forniti questionari più approfonditi, poi analizzati dall'Institute for Social and Economic Research dell'università dell'Essex. Il 54% ha subito del bullismo da parte di fratelli e sorelle più grandi, il 30% è stato apostrofato con brutti nomi o trattato male, il 17,6% ha sofferto per i propri giochi, portati via o rotti dagli altri.

Aldilà del fatto che non si capisce bene perché i dati preliminari siano preliminari, io smentisco i risultati propagandati.
Ad esempio, ho subito (una specie di) bullismo, ai bei vecchi tempi, eppure non ho fratelli e sorelle. Mia madre mi reputa (tutt'ora, intendo), di volta in volta, una "testa di CENSURA", un "deficiente", un "imbranato" (eppure non sono veneto), mio padre un "fallito". Tutte cose vere, per carità, ma non sono fratelli o sorelle a dirmele. Quanto ai giochi, beh, da piccolo amavo moltissimo un camion dei pompieri (non chiedetemi perché), fin quando mio padre lo scaraventò nel giardino di una villetta (di altrui proprietà) causa stizza. Da allora smisi di amarlo, anche perché non abbiamo mai fatto fruttare l'usucapione.

Ma andiamo avanti:


Anche lo spazio in casa da dividere, l'attenzione dei genitori, le preferenze mostrate magari da questi ultimi hanno poi avuto un ruolo determinante. «Non avrei ma potuto fare l'attrice se non fossi stata figlia unica» ha detto una volta Natalie Portman, intervistata su Rolling Stone, «perché i miei genitori non mi avrebbero lasciato diventare una celebrità a dispetto di un altro figlio». Alcuni studi condotti in passato hanno sottolineato poi come i figli unici siano in realtà più estroversi e portati a socializzare con gli altri anche se pure non esserlo ha i suoi lati positivi: nei momenti di difficoltà si può contare sul sostegno reciproco, ha fatto notare a proposito dello studio Dieter Wolke, docente di psicologia dell'Infanzia all'università di Warwick. Non solo, si impara prima, grazie al confronto, a risovere i conflitti, si capisce che anche gli altri hanno un proprio spazio e che l'universo non ruota intorno a se stessi.

Natalie Portman, tu sei donna, per cui ogni porta ti sarebbe stata potenzialmente aperta lo stesso. Curiosamente, mia madre vorrebbe che sfondassi nel mondo delle pubblicità: non tanto per me, quanto per gli introiti che, a suo dire, ne ricaverei; a mio dire non ne ricaverei, invece, benché, da quando un mio professore delle superiori è divenuto noto in tutto l'hinterland interpretando un famoso spot, l'impossibile non appare più così impossibile.
Mi si perdoni la divagazione, ma avere fratelli/sorelle è una fortuna incredibile, dipende da come la si sfrutta: chiaro che se ci si mette in competizione (o ci si fa mettere in competizione) si vivrà male il rapporto, ma questo vale per ogni tipologia di rapporto. Ora come ora io non potrei mai avere una sorella o un fratello, perché sono egocentrico e già tollero molto poco chi mi paga vitto e alloggio (ma quando arrivavano i cugini li riempivano di regali, e a me compravano "Topolino" affinché non reclamassi), tollero ancora meno chi mi tocca le cose, e, sebbene rispetti l'altrui spazio, inconsciamente penso che il mio debba essere superiore. Se avessi un fratello/sorella, però, fra vent'anni saprei su chi contare.


Ne discutono non solo gli altri studi condotti finora ma anche nei forum dove gli aspiranti genitori si confrontano e si dividono: "non fate figli unici", "siamo entrambi figli unici e siamo stati benissimo, stiamo pensando di avere un figlio unico". In Italia il 42,3% delle coppie ha due figli, il 10,8% tre o più e il 46,8% un figlio (ovviamente non sempre per libera scelta) e ai genitori di entrambi i fronti si rivolgono i consigli degli esperti: ai primi di non ritagliarsi semplicemente il ruolo di arbitri nelle discussioni, ai secondi di non investire il figlio dei propri sogni o di caricarlo di aspettive.

Ma infatti, si fanno i figli se si vuole farli, altrimenti si lasci perdere. Anche perché, se lo si fa, lo si mantiene, e non lo si sbologna via quando ci si stufa, perché poi quello vi si ritorce contro. Bisogna, inoltre, tener conto della sovrappopolazione, forse il Male peggiore che appesta il globo terracqueo, perché è inutile fare sette figli quando non si ha una lira, e poi li si lascia rotolare nel fango, come è d'uso in certi Paesi. Ma nemmeno come in Cina, dove se fai più di un figlio la paghi cara (epperò sono tantissimi lo stesso, e si comportano come automi, e grazie tante: son figli unici, se ad ognuno di loro buttano via il camion dei pompieri, ci credo che da grandi vogliono lasciare le loro famiglie per conquistare l'economia globale).

Dunque, una ricetta sana e genuina può essere la seguente:
1)fare all'amore un sacco di volte, non solo per fare figli: così ci si accorge che è bello, mentre se fai un figlio magari ti passa la voglia o non hai tempo, e non vuoi che questo accada.
2)pensarci bene e rifletterci molto, prima di agire.
3)agire con cautela, agitare prima dell'uso.
4)se ci si può permettere di farne più d'uno, farne almeno due. Non più di due, attenzione, per la storia della sovrappopolazione di cui sopra. Se non ci si può permettere di farne più d'uno, evidentemente ci si può permettere a malapena di farne uno, con tutte le conseguenze che quel poveretto dovrà subire. Nel dubbio, astenersi.
5)Una volta fatti i due (o l'uno, se proprio siete testardi), trattarli alla pari, viziando entrambi con quello che vogliono (e solo con quello che vogliono: non istigateli ad altro). Insegnare loro i fondamenti della vita civile: rispetto, uguaglianza, amore per l'arte e la natura.
6)Insegnate quanto prima i fondamenti della sessualità (senza essere volgari), così che in futuro non saranno costantemente imbarazzati (ma nemmeno troppo disinibiti).
7)Non gettate via i loro camion dei pompieri, il trauma li segnerebbe per sempre.
8)Fateli leggere molto: libri e riviste serie. E, soprattutto, tanti tanti fumetti di qualità, che insegnano molto più che le scuole (è triste, ma è così). Se non sapete quali scegliere, rivolgersi al sottoscritto (che, finalmente, avrebbe un lavoro).
9)Rispettare le loro emancipazioni future, pur mantenendoli ed amandoli sempre, senza sminuirli se falliscono in qualcosa.

Seguendo queste semplici regole, eviterete ai vostri figli un futuro simile al mio, e, di riflesso, il moltiplicarsi di post simili a questo. Grazie.

2 commenti:

Alessandro Oresti ha detto...

bel post, molto serio e vissuto!

dunque, non per parlare sempre di me stesso, ma io figlio unico non lo sono, ma sono primogenito, e ho sperimentato personalmente che essere primogeniti è una piccola, sana sfiga!...
infatti, il tuo o i tuoi fratelli più piccoli (io ne ho solo una, una sorella che sta per diventare maggiorenne) tendono a venire da te che sei il più grande per chiederti consigli...
così, tu (che non te la senti di fare diversamente, perchè vuoi bene a tuo fratello), il consiglio glielo dai, usando la tua esperienza che (ma solo per fatto cronologico) dovrebbe essere maggiore della sua, e poi ti accorgi giorno per giorno che la sua vita è facilitata perchè lui (o lei) non deve scoprire da solo/a (magari sbagliando, come è successo a te, primogenito) le cose della vita...

ne risulta che i secondi, o terzi, o via dicendo nati, hanno una non indifferente marcia in più sui primogeniti...

sui figli unici non so che dire: sei stato già abbastanza esaustivo tu...

MaxBrody ha detto...

Grazie, Alessandro!
Boh, sarà che ho un naturale istinto "paterno", ma essere fratello maggiore mi sarebbe piaciuto moltissimo. Oppure no. Boh, non posso saperlo. D'altronde l'istinto "paterno" di cui sopra ce l'ho perché, essendo figlio unico, sono stato viziato troppo... il gatto si morde la coda (mi domando: non si fa mai male?)