lunedì 12 gennaio 2009

Sì, però "tichitichitichitichità" andrebbe pronunciato "tic tic tic tic tic tic tic tic tac"

Bate forte o tambor
eu quero tic tic,
tic tic tic tic tic tic tac (x6)

E messa danca
que meu boi balanca
e o povao de fora
vem para brincar.
(x2)


As barrancas de terras caidas
faz barrento o nosso riomar (x2)

Amazonas, rio da minha
vida imagen tao linda
que meu deus criou.

Fez o ceu,
a mata e a terra
uniu os caboclos
contrui o amor. (x2)

(tutto quanto x2)

Come forse avrete intuito, la canzone che più mi sta coinvolgendo in questo periodo è la famosissima "Tic tic tac", degli inesauribili Los Locos. Non c'è un motivo vero e proprio:l'ho sentita per caso alla radio - un mezzo che accendo sì e no due volte l'anno - e mi ha appassionato.
E' una canzone davvero entusiasmante, ed è difficile - come i loslocosiani di tutto il mondo sanno - non farsi trascinare dal ritmo travolgente della canzone dei due italo-braso-spagno-apolidi cantanti.

Vieppiù, traducendone il testo, ho scoperto che questo a prima vista spensierato motivetto è anche una struggente storia d'amore, quella fra i due autori (di cui, come scoprirete se avrete la bontà di proseguire nella lettura, ho finalmente individuato la provenienza) e la loro terra natìa, non più "immaginaria" come si è sempre creduto.

Batti forte il tamburo
e cuore tichitichi-
tichitichità (x6)

E [al]la messa danza
che la mia bilancia
e [intanto] fuori piove
dai, andiamo a trincar. (x2)

E [come] i barracuda della terra calda
fanno i barriti al nostro riomare (x2)

Il "Delle Amazzoni", Rio mignolo,
ha le immagini tutte pulite,
come il mio Dio che piange.

Marocco,
amata terra,
unisci le nostre capoccie
contro l'amore. (x2)

L'inizio è allegro:si percuote un tamburo con la spensieratezza di un bambino (la cosa del bambino l'ho dedotta io fra le righe). Il "tamtam" fa alzare la pressione:il cuore ha un attacco di tachicardia, e fa "tichitichitichitichità". E qui veniamo al primo, fondamentale, punto. Perchè le parole "tic tic tic tic tic tac", anzichè rispettare l'onomatopeicità del caso, sono sempre state lette "tichitichitichitichità"? Ora lo sappiamo. Il regolare e lento "tic tic tac" male avrebbe reso il fulminante e ossessivo attacco cardiaco.
E' un infarto positivo, si badi bene. Nella 2° strofa scopriamo di trovarci ad una messa (si presume cristiana), in cui, com'è tipico degli americani, si danza e si balla. La mia bilancia sta ad indicare il ritrovato equilibrio del nostro protagonista (personificazione dei due autori). La tachicardia è passata, ora sto meglio:dai, andiamo a trincar qualcosa, anche se piove..tanto, siamo felici, no?

E qui sta la cesura. Yin e Yang si compenetrano, non c'è bene senza male, la felicità del nostro eroe è effimera. E così, come i barracuda della terra calda (sono pesci che vivono ai Tropici) fanno i barriti al nostro riomare (cioè ruggiscono e aggrediscono gli indifesi tonni, dal lat."riomare", tonno), ecco che la triste saudade aggredisce la nostra felicità.

La saudade è quel sentimento di malinconia tipica dei Brasiliani, ed è quindi giustificata l'apparizione del Rio delle Amazzoni, con le sue acque (immagini) linde e splendenti. Una bellezza contrapposta alla figura del Dio che piange, ovviamente indicante l'Amazzonia, da tempo sofferente per le ferite inflittele dal cosiddetto progresso.

E se i brasiliani hanno una saudade per la loro terra, l'Amazzonia, perchè i due autori non dovrebbero averla per la propria patria? E' il Marocco, come ho intuito dall'indicazione di Fez o ceu, ossia le due note città di Fez (da cui deriva anche il nome del noto cappello senza tesa) e Ceuta (una città autonoma che fa capo alla Spagna, omaggiata dal ritmo latino-americano).

I Los Locos, i "I Luoghi". Amazzonia e Marocco:due terre martoriate, due amori infiniti. Il tutto celato in una patina di sorprendente allegria, con la maestria di cui solo i Grandi sono dotati.

6 commenti:

Guido ha detto...

Scusami, ma credo proprio che tu abbia frainteso il testo della canzone, che tra l'altro è del gruppo brasiliano Carrapicho

Guido ha detto...

Se non ti offendi riporto la mia versione della traduzione:

Batti forte il tamburo
io voglio (sentire) il
tic, tic, tic, tic, tac [suono caratteristico dei tamburi brasiliani]

E' questa la danza
che fa dondolare il mio bue
e la gente da tutto intorno
viene per ballare

I calanchi di terra franata
rendono fangoso il nostro fiume-mare
[il Rio delle Amazzoni è talmente grande che per gli indigeni è come il mare]

Rio delle Amazzoni, fiume delle mia vita,
incantevole immagine
che il mio Signore creò

Tu [qui non capisco se Dio o il fiume considerato come un dio] hai creato il cielo,
la foresta e la terra
hai unito i "Cablocos"
hai costruito l'amore.


Cosa sono i cablocos: http://www.click.vi.it/sistemieculture/Brazzabeni.html

MaxBrody ha detto...

Ho frainteso apposta...il post è ironico ;-)
Grazie comunque per la tua versione, interessante (non ci ero andato poi troppo lontano :D)

Anonimo ha detto...

quello che stavo cercando, grazie

Anonimo ha detto...

quello che stavo cercando, grazie

Anonimo ha detto...

La ringrazio per Blog intiresny