venerdì 25 giugno 2010

Una via di mezzo.



Essendo - almeno di sangue - per metà italiano e per metà slovacco, non potevo esimermi dal dire qualcosa in merito a quanto accaduto ieri. A prescindere dal fatto che Slovacchia-Italia è match raro, in campo sportivo, e che, vista la scarsa tradizione della prima delle due squadre nei Campionati del Mondo di calcio (è/era al debutto), la mia imparzialità è venuta meno, sento la necessità di sfogarmi un pochettino, in maniera più adeguata di quanto mi sia capitato ieri, benché temo che la cosa mi renderà vistosamente antipatico ad almeno mezza nazione. Prego chi leggerà queste righe di non biasimare il mio comportamento, ché, alla fine, sto solo aspettando che cominci Battlestar Galactica e se non impegno il mio tempo in qualcosa di poco utile non sono contento; e già che ci siete - se ci siete - perdonate anche il bizzarro avverbio diminutivo utilizzato qualche riga sopra (quello che pare l'allenatore dell'Espanyol).

Dunque, innanzitutto mi dispiace molto per i miei compatrioti a loro volta dispiaciuti per la misera eliminazione dell'Italia. Dopodiché, dato che tengo famiglia e che questa mi mantiene, preciso che la mia passione per il calcio è caduta nel 2006, l'anno degli scandali, e da allora è rimasta profondamente menomata. Che volete, ero un ragazzino: da adolescenti è facile dire "la Juve ruba" "il Milan ruba" etc, ma nessuno ci crede davvero. Ma se poi ti trovi davanti le prove che - aldilà delle singole squadre e dei personaggi coinvolti - il sistema è realmente maneggiato, qualcosa inevitabilmente si rompe. Taluni son riusciti a ricomporre la frattura, io no. Così va la vita.
Questo per dire che, da allora, il mio unico interesse nei confronti di questo sport è - almeno nelle poche partite che mi capita di seguire - trovare finalmente una squadra che, nell'ambito di una determinata partita, meriti totalmente la vittoria: senza ombre, senza dubbi, senza "eh, ma il rigore non c'era" "eh, ma quel gol era in fuorigioco", senza polemiche, con un gioco intelligente. Credo che sinora non mi sia mai capitato, anche se alcune volte ci è mancato poco.
Sì, ma cosa vuol dire "gioco intelligente"? Facile a dirsi, a parole. Beh, può voler dire molte cose. Un gioco "equilibrato", capace di adattarsi all'avversario; per capirci, è inutile (per me, sia chiaro) fare mille giocate spettacolari se gli altri schierano la difesa a sei, così come è deleterio (e irritante, perlomeno per il sottoscritto) sfoderare il solito catenaccio-palla lunga-e-pedalare, se chi hai di fronte ti dribbla ad ogni contrasto e pare Pelé.
Tale atteggiamento distaccato mi ha portato a vivere con maggiore tranquillità i singoli match, evitando tutte le sterili polemiche... anzi, no, mi correggo: delle sane polemiche, intese come pacifiche discussioni ogni tanto fanno anche bene; purtroppo, però, qui da noi (indico sia il nostro Paese, che il mio paese) più che discussioni vanno di moda le esasperazioni, le invidie, le incazzature, gli insulti, gli sfottò (fatti, però, con livore) [e, ogni tanto, capita anche a me di cadere nella trappola, ma questa - come sono bravo a svicolare - è un'altra storia].
Dicevo, se da un lato posso permettermi un atteggiamento più rilassato nei confronti di questo sport e, in particolare, del suo aspetto massmediatico, dall'altro registro un calo di "sentimento". Non so come spiegarlo adeguatamente: una volta tifavo sfegatamente per la Roma, ora mi sento solo un simpatizzante. Stessa cosa per gli azzurri (e per la Slovacchia, ovviamente, ma il problema mi si pone solo ora che ha una qualche visibilità). Non riesco ad affezionarmi. Uno può anche non amare particolarmente quel tale giocatore o quel talaltro allenatore, ma, come si dice, "siamo tutti sulla stessa barca e dovremmo remare dalla stessa parte". Io faccio fatica (dal 2006). Posso applicare lo stesso principio - anzi, secondo me dovrebbe essere una specie di obbligo - per la politica, in ambito sociale, riesco ad applicarlo perfino in altri sport (non tutti: per nuoto e ciclismo nutro sempre dubbi, e la pallavolo la detesto irrazionalmente a causa di certi "traumi"). Con il calcio no.
Sarò pure un sottomesso, ma questa cosa mi fa sempre venire i sensi di colpa (benché mi senta a posto con la mia coscienza) nei confronti di altre persone, che - chi velatamente chi sfacciatamente - mi accusano di 'tifare contro' apposta, quasi provassi un piacere perverso nel comportarmi come un leghista. Ma la differenza è sostanziale: il leghista è contento se l'Italia perde perché è razzista e lo dice con disprezzo; io no. Io tiferei volentieri l'Italia, se meritasse in tutto e per tutto la vittoria, sia sul piano del gioco sia su quello etico. In ambedue, contemporaneamente, sia chiaro. Altrimenti può pure vincere tutte le partite da qui al 2050, e sarei contento per coloro cui la cosa portasse genuinamente gioia, ma non perché "sono italiano, l'Italia ha vinto, quindi devo essere felice". Anche perché italiano lo sono al 100% solo per l'anagrafe.
Detto questo, cosa dire della partita di ieri che non sia già stato detto? Niente, sostanzialmente. L'Italia esce meritatamente, con mio piacere dovuto al fatto che un'eventuale passaggio del turno avrebbe equivalso ad un'ingiustizia. Ora si potrà fare repulisti, anche se la speranza non è poi così tanta.
Per quanto riguarda la Slovacchia, beh, la mini-impresa è stata fatta. Già lo era stato qualificarsi, perciò ogni buon risultato è oro colato. La squadra è quello che è, un'onesta squadra che un po' se la tira, s'affloscia al primo gol subito e fa la leziosa quando non dovrebbe. Non credo farà passi avanti, però, insomma, tutto sommato va bene così.

3 commenti:

pippo ha detto...

bell'intervento...non sapevo che tu fossi per metà slovacco...io sono tutto italiano, ma mio padre è francese...ma lui ai mondiali segue solo l'italia, e il suo unico interesse per la francia sembra essere dettato da una poco funzionale curiosità su quello che i transalpini hanno fatto, curiosità che si tramuta in stupore quando apprende che la francia è fuori...
mi fa piacere constatare che tu abbia voluto metterci a conoscenza delle tue sensazioni riguardo al mondiale, e sappi che condivido anche la visione pessimistica che hai di questo sport...ciao!...;)

MaxBrody ha detto...

sì, anche per mia madre vale lo stesso... anche se durante la partita in questione si è tramutata in una specie di ultrà :D

Colei che... ha detto...

Ero in ufficio quando hanno giocato. Gli italiani erano usciti tutti prima (quasi tutti, quelli che ci sono riusciti) per poter andare a vedere la partita in un'hospoda, e quindi in ufficio sono rimata con pochi colleghi, alcuni dei quali slovacchi. Beh, ammetto di aver esultato con loro ad ogni gol slovacco. La squadra italiana e' uno schifo, anche considerando che un giocatore italiano prende qualto tutta la nazionale slovacca messa insieme. Ciao!