sabato 3 luglio 2010

Le ragioni dell'aragosta

Perchè questo titolo? Perchè da qualche settimana su RaiExtra trasmettono le repliche di Avanzi (ma anche de L'Ottavo nano) e rivedere (o vedere per la prima volta) certe cose mi rasserena.

Detto ciò, passiamo a parlare di tutt'altro, con i miei soliti Pensierini sparsi di cui la gente poco se ne cale, ma che, se adoperati come 'valvola di sfogo', sono molto utili.

Primo pensierino. Vivere soli (cioé senza compagnie di nessun tipo) è un'esperienza che chiunque dovrebbe sperimentare almeno, chessò, una volta l'anno, ma è anche abbastanza triste. Tanto che dopo una settimana ci si deve sfogare sul blog scrivendo avvilenti pensierini.
E' che ci sono tante cose a cui pensare, e quando si vuol pensare a qualcos'altro per puro piacere, non si ha nessuno da tormentare. Non è questione di responsabilità: fare la spesa non è un enorme onere, semmai lo è fare la fila alla cassa. Per quanto mi riguarda, appartengo alla categoria di quelle persone che quando vivono da sole si lasciano andare alla sciatteria più o meno totale: junk food, scarsa pulizia pavimentale, spese contenute ma riservate esclusivamente a fini di scarsa utilità, momenti di studio limitati in favore di altri dedicati allo stravaccamento, uscite a vuoto ("se studio all'aperto imparo di più") con passeggiate sotto il sole cocente che non portano a nulla, con conseguente mal di capo (e quindi studio limitato in favore dello stravaccamento), ecc.
Non è un vanto, per carità. Ma, insomma, lo facevano nel'78, lo posso fare anch'io nel 2010.

Secondo pensierino. Dicevo: fare la fila alla cassa è un onere. Lo sanno tutti che quando si fa la coda, di qualunque posto si tratti, si becca sempre quella più lenta. Epperò al supermercato il dramma si acutizza: vuoi perchè manca poco alla chiusura, vuoi perchè ti si scioglie il gelato, vuoi perchè il cestino della spesa pesa una tonnellata e il braccio ormai si muove a scatti (e infatti quando, all'atto del pagamento, si tirano fuori le monete, ne cadono almeno la metà).
Il momento più terrificante è quello della scelta della cassa. In quella più vicina a te ci sono solo due persone, ma i loro carrelli strabordano di cianfrusaglie. Quella "veloce" è ovviamente dall'altro capo del salone e, ad occhio, ci sono almeno venti persone, ognuna con la sua dozzina di pezzi. Come se non bastasse, altri due-tre individui le si avvicinano minacciosi, e nel marasma hai visto spuntare anche una carta di credito (una delle piaghe della società del ventunesimo secolo: ormai anche venti euro vanno pagati con la carta, sennò sei un miserabile). Calcoli che per approdare alla cassa "veloce" prima del nemico ti ci vogliono circa trenta secondi, che diventano quaranta per via dello slalom da fare fra la gente in coda alle altre casse. Esiti, tentenni, ti scoraggi un attimo, poi ti accorgi che qualcuno ti osserva, chi con preoccupazione, chi con disprezzo, chi con compiacenza: sono le altre persone in coda, annoiate dall'estenuante attesa, che fanno il "tifo" per te o per il tuo avversario. Allora parti in quarta e, in meno di venti secondi, ti piazzi davanti all'agognata cassa, giusto un secondo prima del bofonchiante nemico. Certo, hai il fiato corto, sei tutto accaldato, il braccio ti si muove su e giù irrazionalmente: ma che soddisfazione. Scorgi gli ascensori e la scritta "uscita": ancora un ultimo ostacolo, e potrai uscir a riveder le stelle.

Terzo pensierino. Chi scrive non ama molto l'amaro e l'aspro, e, pur essendo avido di dolci, quando si trova a dover badare a sé stesso predilige il salato: e giù di salami, prosciutti, bruschette, pesci fritti e altre leccornie che allietano il palato e uccidono il fegato. E' cosa buffa: col caldo che fa (ondata di 40°gradi per tutto il weekend) si dovrebbero evitare alimenti che fanno venir sete. Forse la causa può esser ricercata negli antichi egizi, fra i quali troviamo svariati RamSete, tutti - come da prassi - adoratori del dio Sole (Ra).

E, dopo questa straordinaria boutade, che dimostra inequivocabilmente che: a) il caldo dà alla testa; b) l'abuso di cibi grassi e salati dà alla testa; e c) vivere soli dà alla testa, mi commiato dai miei amici vicini e lontani con un saporitissimo (sa di fritto) baciotto.

p.s.: per dare una circolarità al post: Guzzanti è un Mostro! Chissà se ama il salato e odia le casse...

2 commenti:

pippo ha detto...

ah ah!!!!...hai un modo troppo divertente di raccontare le cose...poi questo racconto è ben fatto perchè è frutto di un'esperienza personale...ho sperimentato che questi sono quelli che riescono meglio...

Anonimo ha detto...

molto intiresno, grazie