sabato 31 luglio 2010

Yippi ya yee! Il Grande Ritorno delle Recensini!

Ritornano a piccola richiesta (la mia) le Recensini!

(sì, lE recensinI... si dice IL piegHI di librI, non vedo perché non si possa dire lE recensinI)


Libri:
dopo 7 anni ho trovato il tempo di rileggere il mio romanzo preferito (o libro preferito, fate un po' voi): il Pendolo di Foucault di U.Eco. Saremo in tre gatti in tutto il mondo a pensarla così, ma lo trovo scorrevolissimo, piacevolissimo, in certi punti molto, molto divertente, in altri molto, molto affascinante, quasi ipnotico, direi, e mitica è la storia (vera) dei Templari raccontata in forma parodica. Forse un difetto ce l'ha, che per capirlo ed apprezzarlo appieno bisogna esservi "portati": chi ha interesse verso le tematiche trattate, chi è dotato di spirito ironico, chi è consapevole degli eccessi a cui può arrivare l'animo umano (magari perché li ha sperimentati su di sé), chi possiede queste caratteristiche (detto senza connotazioni qualificanti o squalificanti) non può non amare questo romanzo. Chi ne ha alcune, lo apprezzerà in certe parti e in altre no. Chi non ne possiede nemmeno una, credo che ne rimarrà deluso. Il punto è che il Pendolo è il libro del tutto, parla di tutto ma non parla di niente, in fondo, perché, a conti fatti, ciò che importa davvero al mondo è l'Uomo, siamo noi, ciascuno con la sua storia personale: tutte le storie, insieme, creano la Storia e mandano avanti e indietro questo enorme pendolo che è la Vita.
Quanto mi piace filosofeggiare. Ma mi piace anche fare altro, tipo leggere Flatlandia di Abbott, che, a dire il vero, è un conte filosofico pure lui, sulla falsariga de 'I viaggi di Gulliver' e compagnia. A mio avviso geniale la descrizione del mondo a due dimensioni, corredata persino da illustrazioni, in cui si capisce poco del meccanismo tecnico, ma che risulta indubbiamente affascinante. Dicevo della filosofia, sì, perché alla fine il romanzetto è una satira della società inglese dell'epoca (fine '800): molto interessante e divertente il ruolo delle donne, che soddisfa la mia vaga misoginia latente.
Arrampicandomi sugli specchi, continuo a battere la pista pseudo-filosofica ed approdo ad un vecchio Urania, una raccolta di James Ballard, inopinatamente tradotta in italico Il gigante annegato, il cui racconto omonimo ammalia quanto basta, e in cui tutti i racconti, ad esclusione forse del primo - un tipico adventure -, lasciano, a fine lettura, una sensazione di "vuoto", di smarrimento. Dicono più di quel che sembra, bisognerebbe rileggerli.
Da Urania devìo nella fantascienza più spinta, con un'altra raccolta, questa volta ben più nota, Le meraviglie del possibile, pluriristampata e antologizzata, ma che ho fortunatamente letto in un'edizione vecchia e un po' ingiallita (per me che amo il vecchiume, quindi, il fascino è stato doppio): tutti racconti di qualità pregiatissima, a partire da un H.G.Wells che ha probabilmente ispirato Barks, sino ad arrivare al già letto Arthur Clarke e i suoi Nove miliardi di nomi di Dio, passando per nomi quali Heinlein (La casa nuova, capolavoro demenziale), Asimov, Scheckley, Matheson (L'esame è struggente e ansiogeno al tempo stesso), Van Vogt, ben due Bradbury e due Fredric Brown (di cui uno è l'immenso Sentinella). Ma fra tutti ho amato particolarmente Fiori per Algernon di Daniel Keyes, in grado di colpire al cuore con la sua semplicità. Ho comprato anche il romanzo omonimo (versione allargata del racconto in questione), prossimamente lo leggerò.
Prossimamente quando? Boh, ho talmente tanta roba da leggere e rileggere che spesso mi affranco e, anziché spedirmi, mi lascio abbattere e non leggo niente per non sentirmi in colpa. C'é un romanzo che possiedo dal 2004 e non ho ancora aperto (però ci tengo molto, un giorno spiegherò il perché). È ambientato in epoca tardo-rinascimentale e controriformistica, ma è lungo, i due scrittori sono (erano) esordienti - o giù di lì - e appare sempre un po' noiosetto.
Mah, si vedrà. Passiamo ad altri misteri, quelli legati alla massoneria. Avrete notato il triplo salto mortale carpiato con avvitamento compiuto con questa parola: rimando all'attualità (P3, come è stata stupidamente chiamata dalla stampa), collegamento logico col libro precedente, collegamento logico col tema di apertura, e conseguente struttura circolare del post. I complimenti a dopo, prima fatemi dire che Il simbolo perduto di Dan Brown è divertente come il 'Codice' di DaVinciana memoria, poco preciso ma fa venir voglia di visitare Washington (voglia che già avevo, almeno da quando lessi Talismano di quei due fumati di Hancock e Bauval). Aspettiamo ora il consueto film con Tom Hanks e la sua assurda capigliatura, e se Ron Howard non si sbizzarrisce qui non si sbizzarrisce più.


Telefilm:
Ecco, a proposito di sbizzarrirsi. Ormai ne seguo troppi, non vorrei cominciare a disaffezionarmi al medium. Passi per The Big Bang Theory, stagione 3, nel complesso inferiore alle prime due (troppo ripetitiva, però la parte centrale è stata divertente); passi per Twin Peaks, abbandonato più di un anno fa all'episodio 2x04; è soprattutto dagli altri serial che seguo/ho seguito che mi sto accorgendo di un possibile disinnamoramento.
Smallville, ad esempio: ho seguito solo la stagione 8 e ora la 9, ormai quasi terminata. Lo seguo per il suo lato soap, molto ben fatto: Lois e Clark si mettono insieme, si mollano, hanno la tresca, flirtano, si baciano o non si baciano? Si baciano, evviva! Ma la trama? Mah, sì, la macchia-rossa-e-blu, Pam Grier invecchiata (che bona trent'anni fa!), qualche supereroe scalcinato qua e là, ma insomma... non sono un'amante fervente del genere.
Heroes, stagione 4: bello, mi piacciono questi personaggi sempre e costantemente depressi, mi ci ritrovo molto, ottima l'idea del circo (cosa c'é di più triste?) e del super-cattivo super-depresso: un inno al suicidio che ho amato molto. Ma poi, in pratica, cosa succede? Quello va di là, quell'altro di qua, quei due si incontrano, poi trovano quello, quell'altro è buono, no è cattivo, no è buono, ma un po' cattivello, e alla fine il super-cattivo viene sconfitto in cinque secondi e arrestato(!). Faranno un film per chiudere la storia o no? Mah. Ma se hanno cancellato il telefilm un motivo ci sarà... forse è meglio chiudere qui, con affetto.
E persino Lui, anzi Esso, il telefilm, Lost: ora che è finito, ho davvero voglia di rivederlo da capo? Mi sono reso conto che no, non ne ho voglia. Sicuramente il fatto di aver visto ogni puntata, al momento della messa in onda, almeno tre volte, influenza molto: praticamente lo so a memoria. Però io l'ho vissuto come un'esperienza, più che un telefilm, e le esperienze sono belle da ricordare perché finiscono. Aspetterò le scene inedite contenute nel dvd, e poi si vedrà. Forse una re-visione in lingua originale potrei farmela, o forse preferisco vedere qualcosa di nuovo. Ora come ora l'unico episodio che mi sentirei di rivedere è il terz'ultimo, quello con la 'morale' della storia (che sento molto vicina).
Non sento così vicino, invece, Fringe - stagione 2: fantastico Walter Bishop, grande universo narrativo, ma una puntata no e due sì gli episodi sono fiappetti e l'interesse sta tutto nel vedere come il fenomeno misterioso di turno verrà spiegato più o meno scientificamente. Il resto va ancora molto a rilento.
Ma allora non mi piace niente? No, mi piace molto Battlestar Galactica, tutti i giorni su Rai4 (canale di cui fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio). A volte appassionante, a volte noioso, a volte avventuroso, a volte intimista, a volte democratico, a volte repubblicano, a volte commedia, a volte softcore. C'é un po' di tutto nella cornice fantascientifica dell'astronave Galactica, e per ora il viaggio prosegue col vento in poppa.
A proposito di poppe e softcore, oramai pare che un telefilm non sia tale se non vi sono donne nude che fanno sesso. Tipo Tell me you love me, nel quale i personaggi, a dispetto del titolo, più che dirsi che si amano, si chiedono se hanno portato il preserva. Ora, lungi da me fare il bacchettone (tutt'altro!), ma un telefilm un pochino (non tanto) più romantico e meno ossessivo non è fattibile? O devo proprio darmi alle televonas tedesche di Mediaset (a proposito, ma quante ne sfornano 'sti teutoni)?


Fumetti:
Quando si hanno simili dubbi sentimentalistici, di solito, si hanno due opzioni: farsi prete o darsi all'illegalità. Per ora ho scelto la seconda strada. E va bene, lo confesso, a volte "prelevo" delle cose dalla rete, consapevole dei rischi (ma quali? Con due milioni - cifra a caso - di persone che scaricano, perché dovrebbero prendersela proprio con me? È un atteggiamento berlusconiano, lo so, ma nessuno è perfetto). A mia discolpa, innanzitutto, dico che non lucro su ciò che "prelevo", e poi, così facendo, ho potuto leggere cose che altrimenti avrei letto fra sessant'anni o giù di lì, vista la mia disponibilità finanziaria. Ad esempio La Lega degli Straordinari Gentlemen vol.2, con i soliti disegni da urlo di Kevin O'Neill e una trama alquanto superiore a quella dell'episodio precedente. Oppure Dante-La Commedia a fumetti del Marcello, finalmente apprezzata integralmente dopo le letture a spizzichi e bocconi sul Giornalino. O, ancora, roba più naif come Ranxerox di Tamburini e tutto Don Zauker (che, comunque, prima o poi comprerò; e anche voi, compratelo, è una lettura imprescindibile). E, infine, alcune cose altrettanto demenziali come Il Libro dei Coniglietti Suicidi di Andy Riley e il suo seguito (Il Ritorno dei Coniglietti Suicidi, ovviamente) e una storia disneyana finalmente divertente, le Cronache del Regno dei due laghi della coppia Faraci/Ziche. Menzione, poi, per le Cronache del Dopobomba di Bonvi e l'Horror Cico di Sclavi, dai quali, a dire il vero, mi aspettavo di più.
Non pensiate, però, che mi sia limitato a leggere a scrocco, ho anche effettuato regolari acquisti, anche se, ormai, questi si limitano fondamentalmente a Martin Mystère e Rat-Man. Certo, c'é stato Caravan, ormai terminato, che ho adorato ma che, come per Lost, non ho intenzione di riprendere in mano; c'é ancora il riuscitissimo Greystorm, il quale chiuderà i battenti fra non molto; ogni tanto mi capita ancora qualche Nathan Never, che ormai solo Vietti riesce a rinnovare, anche se pare che ultimamente Vigna stia ricominciando ad ingranare nella direzione giusta; rimaniamo sempre in attesa di questa fantomatica Guerra dei Mondi che dovrebbe cominciare - sarebbe ora - a Dicembre.
Ma tutti questi sono compagni occasionali: solo il Detective dell'Impossibile e il Ratto rimangono fedeli, benché a fatica. Rat-Man, per ora, è nel pieno di una saga di cui si capisce ancora poco e che, tolte le spassose rivisitazioni delle origini dei supereroi Marvel, colpisce meno che in passato. Martin Mystère, invece, pare essere davvero degno di nota (per me, s'intende) solo quando si lancia in operazioni bizzarre come quella dell'Almanacco dello scorso inverno, o come l'ultima in ordine di tempo, nello speciale ora in edicola: se la storia presenta elementi originali in grado di variare un po' la minestra, l'allegato è un'acquisto pressoché obbligatorio anche per i non appassionati, con due storie brevi ben riuscite e una terza, demenziale e assurda come non mai, nella quale viene indirettamente citato anche il sottoscritto (indirettamente, eh!). La qual cosa rappresenta certamente un valido motivo per comprare l'albo, a prescindere dai contenuti.
Infine, nota di merito per la scuola argentina, che già amavo per i suoi classici (L'Eternauta, Mort Cinder) e che amo ancora di più dopo aver letto, con modalità non propriamente irreprensibili (per ritornare a Canossa), alcuni lavori pubblicati in Italia su Skorpio negli ultimi vent'anni: un paio di Robin Wood didattico-visionari (I Borgia, Ulster) davvero appassionanti, una saga familiare triste di quelle che piacciono a me (Alle porte di un nuovo mondo) e una storia mitologica (Lo Ziggurat) che mi ha dato modo di conoscere e amare i disegni precisi ed evocativi di Quique Alcatena.
Per chiudere, due righe su un fumettaccio con la trasposizione di Raiders of lost ark e Devil: l'uomo senza paura di Miller e Romita Jr, con l'ennesima variante sulle origini del supereroe cecato.


E cecato lo diventerò di sicuro anch'io, se continuerò con queste abbuffate. Ma che volete, quando si hanno delle vite vuote bisogna occuparle con qualcosa: c'é chi si spaccia per massone e chi legge molto. Reato per reato, tanto vale approfittarne. Alla prossima!

5 commenti:

Colei che... ha detto...

Ho "The Lost symbol" in inglese. E' su uno scaffale del bagno, in mezzo ad altre amenita' che variano nel tempo (ora c'e' con lui Nausicaa, una rivista di storia e un opuscolo con le previsioni globali del consumo e produzione di energia globali da qui al 2030). Ogni tanto lo guardo e mi dico che dovrei iniziarlo, ma rimane intonso. Pero' se tu dici che non e' male, vedro' di provare il gran passo di iniziare la lettura! ;P

MaxBrody ha detto...

Donna colta e poliglotta, hai persino lo scaffale in bagno. Del resto, Jonathan Swift sosteneva che il bagno fosse il luogo deputato per le letture, e se lo diceva Jonathan Swift... non per niente l'ho citato nel post (o forse è solo un caso).
Leggilo pure, tu che mastichi la lingua d'albione (a me fanno male i denti), ci sono delle sequenze bizzarre come in "angeli e demoni" ma nel complesso è piacevole come il "codice" (quindi più di "angeli e demoni"). Poi, oh, sempre carta è, se proprio non ti piace, visto che quando lo leggi sei al bagno, puoi riciclarlo per altri utilizzi :P

p.s.: non so perché, ma l'opuscolo sulle previsioni globali del consumo e produzione di energia da qui al 2020 mi pare particolarmente indicato per gli attacchi duodenali improvvisi... di' la verità, è per quello che lo tieni lì? >:P

(un Max sornione, come dicevano una volta negli albi della Star e della Corno)

p.p.s.: donna colta, poliglotta e, dimenticavo, poco giudiziosa: ti ringrazio ;)

Tyrrel ha detto...

Sarò strano io, ma per quanto capisca i discorsi di chi dice che così recuperi tempo etc., ma non concepisco l'idea di leggere in bagno, mi pare svilente proprio nei confronti della lettura. :)

Venendo al post, Il Pendolo è un libro che da parecchio rimugino di leggere, e prima o poi lo farò (ovviamente dopo aver letto le millecinquecentocinquanta cose che ho in arretrato).
Su Lost, sai che è lo stesso anche per me? Non se se c'entri il fattore esperienza, ma è come se avessi raggiunto una sorta di appagamento, e ora sia il momento di "andare oltre". Bello l'epilogo, ma sarebbe andata benissimo anche senza. Ovvio che prima o poi lo rivederò, e credo che lo farò in lingua originale, non sia mai che mia sia pure utile per affinarmi nell'inglese.
Su Fringe m'ispira, ne ho visto un paio di episodi ma ancora non ho iniziato a visionarlo seriamente. Quanto a Battlestar Galactica, mi sa che ho beccato gli episodi noiosetti... :P

Tyrrel ha detto...

Su Lost, immagino che anche per me c'entri il fatto di aver visionato più e più volte gli episodi durante le trasmissioni delle stagioni e nelle attese tra una stagione e l'altra. :P

MaxBrody ha detto...

Sì, però giusto ieri è cominciata le replica delle 6 stagioni su Rai4, e proprio all'ora di cena... mmm... mi sa che io ci ricasco..!