venerdì 24 settembre 2010

La Bustina di Malerba. 9 : Come fare quella faccia un po' così, quell'espressione un po' così, che abbiamo noi che abbiamo visto Genova

COME FARE QUELLA FACCIA UN PO' COSÌ, QUELL'ESPRESSIONE UN PO' COSÌ, CHE ABBIAMO NOI CHE ABBIAMO VISTO GENOVA

Ciò che rende immediatamente riconoscibile un individuo ad un altro non è il cappello con le piume, la camicia color giallo canarino o lo status sociale. È la faccia. Il viso, solo lui stimola nella mente dell'incontrante il ricordo dell'incontrato (e viceversa). Chiunque può bighellonare per strada sfoggiando un cappello con le piume, ma, al più, le gente lo additerà e ne riderà sotto i baffi, senza conoscerne l'identità; possiamo renderci ridicoli con abiti particolari o essere rinomati in tutto il mondo per qualcosa (non necessariamente di valore) ma non tutti ci fermeranno e chiederanno l'autografo. Alzi la mano chi riconoscerebbe Gregory Peck se lo incontrasse in sulla via: i più vegliardi, forse, e qualche cinefilo d'essai, ma non molti altri.
L'importanza della faccia è precipua, dunque, e di essa, in fondo, se ne (pre)occupa ognuno di noi. Altrimenti, come spiegare tante polemiche sull'utilizzo o meno del burqa, che impegnano i cugini d'oltralpe (da buoni parenti specializzati come noi a perdere tempo con discussioni di dubbia praticità)? Come giustificare l'ossessiva ricerca della perfezione fisica, attraverso lifting, creme antirughe (come se il possedere rughe fosse sintomo di alzheimer)?

Possedere una faccia malleabile significa possedere l'intera gamma di emozioni permesse all'umanità. Con l'avvento del berlusconismo questo aspetto è purtroppo andato via via degenerando, sino alla formulazione dell'equazione faccia "gommosa" = finzione. Tant'é che, quando Jim Carrey si è dato al cinema "serio", parecchi suoi fan lo hanno rigettato (salvo poi ritornare sui propri passi dopo le recensioni positive lette su internet).
E allora, forse, è chi ha un volto granitico ad essere più sincero. Nicholas Cage viene puntualmente paragonato ad un posacenere, qualunque tipologia di film egli interpreti, eppure, pur essendo una Person delle meno chiacchierate, rimane lo stesso Very ed in qualche modo Important, almeno nel productdom hollywoodiano. Nicholas Cage, ovunque lo metti, ha sempre la stessa faccia. Eppure non risulta mai fuori posto, non rende la situazione meno verosimile di quanto non appaia già (si parla comunque di finzione scenica). Se Nicholas Cage piange, gli escono le lacrime e storce la bocca, aprendola un poco; se ride, apre la bocca storcendola e mostrando i dentoni, e socchiude gli occhi come se piangesse; se è corrucciato, socchiude gli occhi e storce lievemente la bocca; se è furibondo e vuole uccidere qualcuno, storce la bocca e spalanca gli occhi (e comunque sembra che li abbia socchiusi).

Ultimamente, seguendo un noto telefilm di sci-fi, mi sono innamorato di Mary McDonnell, un'attrice in attività da almeno venticinque anni, che ha girato dieci film in croce ed è stata nominata all'Oscar due volte (purtroppo non è stata famosa al punto da vincerlo). Ecco: nel corso del telefilm lei mantiene la medesima espressione, non si scompone mai. Piange, ride, s'infuria, si rilassa, si innamora, odia, riflette: in ogni caso socchiude gli occhi e storce la bocca, che sia in su o in giù.
E che dire di Robert De Niro, fresco di cinema italiano, e - in un certo qual modo - di Al Pacino? Entrambi hanno costruito la propria carriera su bocche storte e occhi socchiusi (certo, se Al Pacino interpreta un pazzo gli occhi li spalanca, ma è differenza trascurabile). Per tacer di Martin Mystère, che cammina con gli occhi praticamente chiusi ma attrae il sesso femminile come pochi.

Se ne deduce che il segreto è tutto lì: nell'occhio socchiuso e nella bocca storta. Il primo, per il classico 'vedononvedismo': ti mostro come sono realmente, ma non del tutto, il resto è fascino. La seconda, perché ortocentro del volto, matrice della movibilità della struttura epiteliale sovracollare.

La Maschera di Ferro lasciava scoperta solo occhi e bocca. Eppure celava Di Caprio. Il quale, infatti, si mostra più austero e compassato di un tempo, e ne ha guadagnato in stima e popolarità. Si vede che è stato a Genova.


(2010)

3 commenti:

Alessandro Oresti ha detto...

ciao max, buon compleanno! (sto scrivendo questo messaggio oggi in data 28/09/10, ed è martedì, questo per darti la prova che, una volta tanto, non sono arrivato in ritardo alla cerimonia di augurio per una persona che compie gli anni, eh eh)...

per la verità, apprendo la felice notizia attraverso il NNF, perchè in fondo al forum c'è scritto il tuo nick, ma ancor prima perchè vedo subito che il topic degli auguri torna ad essere utilizzato, e quando questo succede è un chiaro segno che qualcuno ha appena fatto il giro di boa nella sua vita (già, sai com'è, io sono di quelli che pensano che il suddetto giro lo si faccia regolarmente ogni anno al momento del compleanno, sebbene qualcuno vorrebbe che lo si facesse anche quando viene il nuovo anno, ma chi ci crede?...e cmq, vuol dire che i più fortunati sono i nati fra il 31 dicembre e il 1° gennaio)...

fatte queste bizzarre considerazioni (che, cmq, altro scopo non avevano che quello di sciolgliere, molto delicatamente, il primo ghiaccio autunnale di questo periodo), posso (finalmente?) farti gli auguri e basta...

già, e basta...ed è forse una caso che, quando giungo sul tuo blog per farteli, l'ultimo post in ordine temporale parli di politica?...
io però non voglio fare la stessa figura dei politicanti, per cui stai pur certo che se ti scrivo questo mattone solo per farti gli auguri, non è certo per prendere ad esempio le abitudini più logorroiche (ancorchè prive di sostanza) dei politici del nostro bel paese, ma solo perchè mi piace essere un tantino (giusto un po', senza esagerare)originale, quindi, nellos forzo di trovare un'idea soddisfacente, intanto (finchè riesco a trovarla) ci metto in mezzo un sacco di paroloni, e così siamo tutti contenti...

inoltre, a me sembra (e devo essere davvero un tipo "vecchio dentro" per pensarla così, perchè ormai chi ci crede più a queste cose al giorno d'oggi?) che il compleanno di qualcuno sia un fatto assolutamente personale (nonchè inviolabile, ci mancherebbe), sicchè mi pare giusto che gli auguri io, potendolo fare, te li venga a fare in privato in un luogo che è tutto tuo (per scelta?), vale a dire il tuo blog in questione, e ho trovato anche subito il gesso per scrivertelo sulla lavagna, così non si può sbagliare...

sul forum gli auguri vanno benissimo, ma "onde evitare" (come scriverebbe un vigile urbano in vena di lirica)di confondermi troppo nella marea, sono venuto a suonare al tuo citofono (e chissà se il tuo modello è abbastanza moderno da avere incorporato anche il monitor che mostra il visitatore in arrivo, che forza, non è vero?)

tanti saluti, max...ah, dimenticavo, auguri (nel caso, nella confusione di prima, fossero passati inosservati), e buona giornata...dei mysteri!

Alessandro Oresti ha detto...

ehm, ovviamente quando parlavo dell'ultimo post in ordine temporale, e dicevo, preso dall'euforia, che siffatto post tratta argomenti di politica, mi sono sbagliato, dato che quel post è il penultimo, ma in fondo, parlare di facce fasulle che si calano in ruoli a loro estranei è pur sempre parlare di politica, no?..

quindi mi si perdoni lo strafalcione, era solo la pillola amara del caso, ma una pillola si inghiotte subito, e dopo c'è ancora tempo (volendo) per il dolce...

MaxBrody ha detto...

Grazie, caro ex-Pippo! (ad "Alessandro" mi devo ancora abituare)

Verissimo, per me infatti il Capodanno è una festa inutile, che abrogherei all'istante (ma le abrogherei un po' tutte, tranne due-tre)... ognuno di noi conta gli anni a partire da quando nasce, non dal 1°Gennaio (a meno che uno non nasca il 1°Gennaio, chiaro)

Come vedi ho parlato del compleanno nell'ultimo post, e ne ho tratto qualche riflessione... (la mia occupazione principale è riflettere su cose che a nessuno interessa, e questa occupazione, ahimé, non cambia al mutare dell'età)