Morto Sanguineti.
Chissene? -chiosano.
Fregancà. -stimano.
Pace e amen. -sentenziano.
Come la sera,
e il refe a l'ago,
oscura 'l sol,
e inforca l'ago (quello di prima),
tu te n'andasti
nel momento peggiore.
Vuoto, pallido, tenue,
ma soprattutto pallido
vuoto lasci. Come un ago
-il male-
senza refe.
DUEM
Fosti prolifico,
scrivesti una caterva.
(Permettimi una licenza,
per la dea Minerva).
Ma c'impiegasti pure ottant'anni,
ora non è che proprio, 'nsomma.
Però. (C'è un però).
Generazione mendace,
vuota, di valori glabra,
ma soprattutto pallida,
anche se tutti si fan la lampada,
come un refe
illuminato
con una lampada.
Essa (la generazione)
che farà? Rammenta
che è glabra di te.
Chissene? -chiosi.
Fregancà. -stimi.
Pace e amen. -sentenzi.
Il refe esce
silenzioso
dalla cruna dell'ago.
Nota dell'autore.
Dedico questi versi a colui di cui non ho mai letto niente, se non un pezzo di saggio, una volta, per un esame, ma che stimo e ho sempre stimato, in quanto, come già tanti altri della sua grandezza, se n'é andato senza che importasse qualcosa a chicchessia.
Nel mio piccolo, emulando il maestro Don Rosa, ho nascosto nella mia operetta la sigla DUEM. Chi la trova non vince nulla, ma dimostra di aver letto l'operetta e, di riflesso, si sarà ricordato del maestro Sanguineti. E avrò raggiunto il mio obbiettivo. Tié.
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